13 Dic 2016

"La nomina di Valeria Fedeli, il cui orientamento culturale a favore dell'identità di genere ad ispirazione Gender è ben noto, non può che essere letto come l'ennesima offesa nei confronti del popolo del Family Day" afferma Massimo Gandolfini, Presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli.

"Questa scelta ha chiaramente i toni della provocazione, se non della vendetta, verso le Famiglie del Comitato per il No, colpevoli di aver vinto il referendum, bloccando una pericolosa deriva autoritaria nella quale erano già in programma disegni di legge contro la famiglia naturale e il diritto dei bimbi ad avere mamma e papà". "Non è nostra abitudine né dimenticare né restare quiescenti quando sono in pericolo i nostri figli, che potrebbero diventare oggetto di colonizzazioni ideologiche di Gender che offendono l'umano e rottamano la società. Terremo quindi alta l'attenzione sui prossimi passi concreti del nuovo Ministro, cui assicuriamo collaborazione per iniziative contro ogni forma di odiosa discriminazione, violenza o bullismo, restando tuttavia pronti a contrastare in ogni modo qualsiasi tentativo di trasformare i nostri figli in cavie di sperimentazioni ideologiche, come efficacemente affermato da Papa Francesco. Fin da ora lanciamo un forte appello al Presidente della Repubblica, affinché sia garante della Costituzione e vigili che il diritto dei genitori di educare i propri figli non venga violato attraverso atti amministrativi dettati da culture estranee alla storia delle famiglie italiane. "Nessun programma educativo che riguardi i delicatissimi temi dell'affettività e della sessualità può essere imposto senza il consenso dei genitori. Viene da dire 'famiglie italiane unitevi, siate vigili ed attente scuola per scuola, e difendete i vostri figli'".

Comitato Difendiamo i Nostri Figli

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12 Dic 2016

(fonte: PiacenzaSera.it)

Infanzia, anziani, famiglie. Massimo Polledri, in qualità di presidente, ha illustrato in consiglio comunale il documento finale redatto dalla commissione speciale nata per formulare le linee strategiche del welfare locale.

Una relazione arrivata al termine "di un ampio lavoro di consultazione ed ascolto delle diverse realtà locali, il cui atto finale è stato ampiamente condiviso dalla commissione".

"La contrazione delle risorse e il mutamento dei bisogni in campo sociale - ha spiegato l'esponente del Carroccio - necessitano una ridefinizione delle priorità nelle azioni di welfare".

MINORI E FAMIGLIE - La relazione individua nella fragilità familiare una delle nuove emergenze sociali sulle quali intervenire: "Sono 3700 - ha elencato Polledri - i  minori in carico ai servizi sociali di Piacenza, appartenenti a 2219 nuclei famigliari: una percentuale elevata che denota la fragilità famigliare ed è indice di una emergenza educativa che deve coinvolgere Ausl, scuola e comune in un nuovo patto".

Fra le azioni indicate dalla commissione la replica dell'esperienza dell'asilo internazionale, il coinvolgimento delle imprese per la realizzazione di nidi aziendali, il potenziamento degli interventi sanitari per l'infanzia, con particolare attenzione ai tempi di attesa per le visite ortopediche, fisioterapiche. "Servono poi azioni - ha detto Polledri - per la riduzione della morosità rispetto ai servizi comunali".

Altro tema di analisi la situazione dell'Asp (azienda servizia alla persona) "Città di Piacenza": "Esprimiamo una valutazione positiva del percorso intrapreso in termine di controllo di gestione, realizzazione piano acquisti, revisione contratti e gestione e valorizzazione patrimonio; invitiamo l'amministrazione comunale a sostenere l'impegno per il pieno conseguimento del risanamento finanziario dell’azienda, mantenendo però il livello dei servizi alla persona" 

NON AUTOSUFFICIENZA - “25mila - ha spiegato Polledri - sono gli anziani a Piacenza, 13mila dei quali ultra 75enni. Si può ipotizzare che gli anziani non autosufficienti siano circa 4500 - 5000, a cui si aggiungono 700 persone con disabilità in età adulta. Il sistema dei servizi pubblici per la non autosufficienza riesce a dare risposta a circa  il 25% per cento del bisogno delle famiglie degli anziani e al 50% di quello delle famiglie di disabili. In tutti i servizi pubblici per la non autosufficienza sono infatti presenti significative liste di attesa: è questa la principale criticità a cui ci troviamo davanti”.  

“Un’altra emergenza da affrontare - ha aggiunto - è quella che riguarda il "dopo di noi": su 415 casi in carico ai servizi sociali del comune, vi sono 61 posti residenziali per disabili con diverso grado di gravità. Questo significa che la maggior parte dei disabili è presso alla famiglie: individuare il fabbisogno del dopo di noi è quindi di fondamentale importanza, anche in considerazione dell’invecchiamento delle persone con disabilità, e ciò potrebbe essere fatto in collaborazione con il privato sociale”.

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11 Dic 2016

Una ragazzina di origine nordafricana ha subito dalla madre botte e minacce tali da spingere la magistratura di Udine a ordinare che sia rifugiata in una struttura protetta. Cosa faceva di male? Obbligata a prendere l'autobus con il velo, a scuola per sentirsi integrata se lo levava per poi indossarlo di nuovo quando tornava in prigione, pardon, a casa. Ma la mamma ha fatto un'incursione a sorpresa e l'ha riempita di botte tali da segnarle il viso e anche l'anima. La ragazza era terrorizzata da ritorno del padre, che alle botte chissà cos'altro poteva aggiungere.

Subito torna in mente un episodio che avrebbe dovuto insegnare tanto: quello di Hina Saleem, uccisa dai genitori perché viveva con un ragazzo italiano a Brescia nel modo più sanguinoso possibile, e poi seppellita in una buca.

A Pordenone l'11 settembre del 2009 un'altra ragazza, Sanaa Dafari, aveva subito la stessa sorte. La lista è interminabile e colpisce che il tempo non passi mai e che si perpetuino queste violenze come scritte sulla pietra di una storia immobile: è il mondo islamico che dovrebbe farne il suo più importante tema insieme al terrorismo, del femminicidio, del diritto di picchiare moglie e donne di casa, delle mutilazioni genitali, della poligamia che sancisce che un uomo vale quattro donne, della legislazione di Paesi per cui la testimonianza della donna vale metà di quella di un uomo.

Chi è islamofobico qui? Chi denuncia il fatto o la mamma che pensa che l'islam consista in misure coercitive e in botte? 

Purtroppo molti clerici le darebbero ragione.

L'integrazione o meglio l'inclusione passa dal non cedere di un millimetro sulle conquiste nei diritti dell'Uomo ed in particolare sulla condizione della donna.

Occorre vigilare e non tollerare. In nome del buonismo o del politicamente corretto o per una generica e superficiale cultura del "volemose bene, semo de sinistra" non possiamo sacrificare la dignità delle donne. Che sono nostre sorelle e madri.

Anche a Piacenza sarebbe interessante sapere quante devono smettere di studiare (e sembra siano tante) prima dei 18 anni e magari costrette a rientrare nei Paesi di origine per sottoporsi a matrimoni combinati.

Possiamo saperlo?

08 Dic 2016

La nostra città sarà nuovamente presa di mira dai clandestini. Il Prefetto romano ci tratta così perché il filo rosso con il sindaco Dosi si è mantenuto sempre stabile: solo qualche giorno fa era in prima fila ad applaudire Renzi. 

Quei sei punti espressi dal sindaco assomigliano al ruggito del coniglio più che a dei paletti. Ne basterebbe solamente uno: abbiamo già dato, ora basta! Convochi immediatamente il consiglio su questo punto per poi fare una delibera in cui dichiari il territorio piacentino indisponibile, revocando la convenzione firmata dal Comune tra la Prefettura e l’Asp, che ci obbliga per quattro denari a mettere questi clandestini nelle case di riposo.

07 Dic 2016

“Lunedì 12 dicembre si discuterà in aula consiliare la mia mozione nel quale impegno il Sindaco e la Giunta Comunale affinché venga intitolata nel nostro territorio Comunale una Via/Giardino o una Aula Scolastica agli invalidi e mutilati per servizio. In Italia ci sono 350.000 invalidi per motivi di servizio al bene comune e siamo tutti in debito di riconoscenza sociale nei confronti di chi ha sacrificato la propria integrità fisica per senso di dovere.

Idea condivisa anche dal vicesindaco del Comune di Fiorenzuola Paola Pizzelli e dal presidente del consiglio comunale di Fiorenzuola Andrea Pezzani. Una proposta nata anche dall’iniziativa dell’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio nella persona di Maurizio Rivetti”.

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02 Ott 2016

Venerdì 7 ottobre 2016, alle 18.30
ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI LEPANTO
Messa in Latino (Rito Conciliare) in memoria di tutti i caduti per la fede e l'unità del cristiani

Basilica Santa Maria di Campagna- Piazzale delle Crociate (Piacenza)

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16 Set 2016

Domenica 18 settembre dalle 15 sarò al museo diocesano a Mantova per parlare di minori assieme a Hussein Tafla.
FamilyHub

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16 Set 2016

Un GRANDE GRAZIE da Massimo Polledri, Tommaso Foti, Antonio Agogliati, Corrado Pozzi a tutti i partecipanti alla cena e a quanti hanno dimostrato concretamente la loro solidarietà.
Abbiamo raccolto e donato 2.400 euro a Illica, colpita dal terremoto.

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