06 Gen 2017

Dai dati della Questura di Piacenza risulta che in un anno i permessi di soggiorno rilasciati dall’Ufficio Immigrazione sono ben 11mila. Una cifra esagerata, in costante crescita rispetto all’anno precedente (2mila in più del 2015), che rischia di cambiare aspetto alla nostra città.

La maggior parte di loro provengono dalla Nigeria, Costa d’Avorio, Marocco, Tunisia, tutti Paesi che non presentano situazioni di guerra. Queste persone non sono profughi ma clandestini che tolgono risorse alle persone più fragili, come anziani, minori e disabili. Solo una piccola percentuale sono realmente rifugiati politici o per motivi umanitari.

Questi  numeri sono l’esempio del fallimento della politica buonista condotta in questi anni dal sindaco Dosi e dall’assessore al welfare Cugini. 

04 Gen 2017

Nella giornata di oggi ho depositato una mozione in merito alla circolare urgente emanata nei giorni scorsi dal Prefetto Gabrielli, dove si richiede di effettuare “attività di controllo straordinaria per una azione di controllo straordinaria per una azione di prevenzione e contrasto a fronte di una crescente pressione migratoria e di uno scenario internazionale connotato da instabilità e minacce”, in accordo con il Ministro dell’Interno in un quadro che prevede la apertura di un CIE in ogni Regione. Con l’obiettivo di “intercettare fenomeni di sfruttamento e inquinamento dell’economia del territorio legati a forma di criminalità organizzata di livello nazionale e transnazionale” indicando gli ambienti (piazze di spaccio, luoghi di vendita di materiale contraffatto) in cima alle zone da perlustrare e presidiare.

Il recente attentato di Berlino, con l’autore Anis Amri, autore di rivolta nel Cie e poi fuggito, espulso “de iure” ma non “de facto”, libero di girare per l’Italia e l’Europa e di porre in essere i suoi progetti criminali, hanno ormai evidenziato un grave vulnus al diritto alla sicurezza dei cittadini onesti. Come  più volte evidenziato da vari esponenti politici e, in modo preminente dalla Lega Nord, occorre ripristinare funzionalità e tempi di permanenza nei CIE, insieme al reato di immigrazione clandestina previsto dalla legge Bossi-Fini.

Dato che questa attività di controllo straordinaria dovrà essere attivata da un Comitato Provinciale per la Sicurezza, presieduta dal Prefetto ma nel quale siede anche il Sindaco del capoluogo; chiedo al sindaco Dosi di sollecitare il Prefetto alla convocazione del Comitato Provinciale e di collaborare alla redazione del Piano delle Azioni in modo fattivo impartendo direttive alla Polizia Municipale di concentrare attenzione e risorse ad identificazioni di stranieri clandestini, al contrasto dell’abusivismo e della contraffazione commerciale oltre che lo spaccio di sostanze stupefacenti.

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Pubblicato in Sicurezza e criminalità
02 Gen 2017

L’Assessore Cugini rasenta il ridicolo quando si mette contro il governo centrale, rilasciando interviste per mezzo stampa, dove intende con forza inserire un profugo psicotico in qualche struttura di lungodegenza, o residenziale. Senza fare tanta fatica, basterebbe parlare con il suo vicino di scranno, portaborse del sottosegretario all’Economia Paola de Micheli, al prossimo consiglio comunale.

Facciamo innanzitutto presente che c’è una penuria di posti letto per i pazienti psichiatrici: sono 20 per gli acuti, dedicati dagli adolescenti in poi. L’intenzione dell’assessore, quindi, non è sicuramente la scelta migliore da attuare.

La psicosi non è una malattia che dura cinque giorni. Una volta stabilizzato, l’immigrato va rimandato nel suo Paese, dove solo accanto alla sua famiglia potrà ricevere le cure adeguate. Queste uscite da sceriffo mancato, alternate da crocerossina, rasentano il patetico.

Mentre tutti gli italiani pagano il ticket, non risulta lo stesso per gli immigrati, dove al Pronto Soccorso vengono curati gratuitamente e senza rispettare le lunghe liste d’attesa. E il nostro sistema sanitario chi lo paga?

Se un italiano va a farsi curare in Francia tutti questi tipi di prestazione devono essere pagati, per non parlare di Stati Uniti e Germania. Un trasporto in ambulanza in Germania, ad esempio, costa 600euro e la fattura viene recapitata al cittadino italiano (europeo). Da noi, invece, passiamo ogni tipo di spesa per le cure mediche a tutti gli immigrati.

Un amministratore serio e competente dovrebbe risolvere i problemi. L’assessore Cugini e il Sindaco Dosi hanno riempito Piacenza di clandestini e, forse, neanche ora capiscono la gravità delle loro scelte politiche

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Pubblicato in Medicina e salute
31 Dic 2016

Leggo, direi finalmente, che a fine 2016 qualcuno si sia svegliato e deciso a fare pulizia. Noi, diciamo questo da tempo. Prima ancora che abolissero la Bossi-Fini e prima ancora che concedessero, grazie ad accordi, a duecentomila clandestini di raggiungere il nostro Paese attraverso le coste libiche (e ora si preoccupano di espellerne qualcuno)

Mancano i centri di accoglienza, è evidente che non c’è una legislazione in merito e che non si riesca a espellere nessuno, con l’attuale metodo.

Come si dice, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Al momento il Prefetto è ancora impegnato a mettere a posto il guanciale nelle case di riposo assegnate agli immigrati clandestini.

Quello che noi chiediamo è che si inizi subito con una seria procedura di identificazione e espulsione; bonifica dei principali luoghi di spaccio e dei clandestini che sono coinvolti nel giro, che hanno ridotto la nostra città in uno stato invivibile, grazie anche all’aiuto del sindaco Dosi.

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Pubblicato in Sicurezza e criminalità
29 Dic 2016

Gli ultimi blitz anti-droga che hanno permesso di assicurare alla Giustizia ben 56 persone, fino ad arrivare all’ennesimo arresto di ieri pomeriggio ai Giardini Margherita di un ventenne ghanese, sono il segnale univoco che la lotta alla droga deve diventare una scelta politica: una condizione primaria per la prossima maggioranza.

Al momento abbiamo consiglieri che non fanno una minima opposizione.

Ci deve essere una lotta a tutti i tipi di droga. Sono sostanze stupefacenti che creano gravi conseguenze sia a livello psicologico che fisico.

Un contrasto repressivo che passi attraverso un’opera educativa e seria, coinvolgendo tutte le forze di cui la città dispone. Un’operazione educativa e culturale che permetta prima di tutto un maggior controllo dell’immigrazione, una delle cause di questo male.

Piacenza è diventata una città felice per spacciatori, di nullafacenti non ne abbiamo bisogno.

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Pubblicato in Sicurezza e criminalità
28 Dic 2016

Imporre per cinque prime serate consecutive la trasmissione “Stato Civile” di Daria Bignardi, è un vero e proprio tentativo di indottrinamento gender.

È inaccettabile pagare il Canone per poi veder utilizzare la TV di Stato per queste campagne promozionali. Spero che questo sia argomento di discussione in Commissione Vigilanza RAI.

La famiglia è una; il resto sono altre forme di aggregazione sociale. L’interesse del bambino è avere prima di tutto una mamma e un papà.

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Pubblicato in Valori e fede
20 Dic 2016

Solo con le fette di prosciutto sugli occhi si può vedere rosea la realtà della sicurezza a Piacenza. I dati pubblicati, solo qualche giorno fa, da IlSole24Ore evidenziano enormi distanze con la maggior parte delle altre città italiane.

Nella classifica “Giustizia, sicurezza e furti” la nostra città è in 99esima posizione (su 110), un dato che rappresenta al meglio come la nostra città sia completamente allo sbando; in mano a chi, invece di andare incontro alle esigenze dei cittadini, continua a praticare buonismo rendendo impraticabili le vie di Piacenza, in particolar modo nelle ore notturne.

I Prefetti ormai, occupandosi solo di sistemare clandestini, hanno poco tempo per occuparsi della sicurezza della provincia.

Se poi mettiamo in conto che la sicurezza della nostra città è in capo al dimissionario e notoriamente mite sindaco Dosi, si può ben capire la nostra preoccupazione.

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Pubblicato in Sicurezza e criminalità
16 Dic 2016

Negli ultimi anni siamo stati oggetto di una "invasione" clandestina di spacciatori provenienti dal Marocco, manovalanza fatta giungere nel nostro territorio tramite autotreni lungo la rotta Marocco-Spagna-Francia-Ventimiglia, dietro un corrispettivo che variava dai 1.500 ai 2.500 euro.

Clandestini che venivano reclutati per farli diventare dei veri e propri spacciatori da disseminare poi sulle varie piazze del Piacentino.

L’Assessore Cugini si rifiuta ancora di parlare di clandestini, pensando che dietro ad ognuno di loro ci sia un bisognoso che scappa dalla guerra. Queste persone sono i migliori alleati, inconsapevoli ma non senza colpe, di questi criminali.

C’è un buonismo imperante: ogni dieci che ne trovano, ce ne sono altri cento che continuano ad agire indisturbati.

JoomShaper