13 Gen 2017

Siamo passati dal Festival della canzone italiana a quello dell’utero in affitto. 

Abbiamo iniziato nel 2015 con un supercachet da ospite straniero a tal Conchita Wurst, l’unico motivo per cui fu invitato fu il suo essere icona gender. Nell’edizione seguente del 2016, Sanremo ci regalò l’accoppiata di testimonial dell’utero in affitto: Elton John e Nicole Kidman (in pieno dibattito sulla legge sulle unioni gay). Ora, a pochi giorni da Sanremo 2017, sappiamo che i nuovi ospiti saranno, oltre a Mika, Ricky Martin e Tiziano Ferro, ovvero altri due testimonial dell’utero in affitto. 

Il tutto, ovviamente, pagato dalle famiglie italiane.

Questa è la Rai voluta da Renzi, che non rispetta milioni di italiani. Il Festival di Sanremo non deve trasformarsi in un momento di propaganda.

Scritto da
Pubblicato in Valori e fede
12 Gen 2017

Parlano di buona scuola, ma non c’è mai stato un turnover di insegnanti come quest’anno: titolari di cattedra che dopo pochi giorni sventolando un certificato medico mostrano come l’aria fredda piacentina gli abbia fatto male; diritti dei disabili non rispettati, vedendosi cambiare frequentemente l’insegnante di sostegno quando la continuità a questi ragazzi può solo che fargli del bene. Per non parlare dei tagli all’Istruzione.

Ora, dopo le elezioni del consiglio provinciale, il presidente si occupi delle cose pratiche. Il presidente Rolleri che voleva chiudere la provincia dichiarata da lui stesso “un ente inutile”, ma rimane saldamente alla poltrona.

Non è possibile che nelle nostre scuole ci siano ancora ragazzi con il giubbotto. Lo trovo ridicolo e non ci fa sicuramente onore a noi adulti. Nelle aule c’è un minimo termico da rispettare ed è inutile parlare di diritto allo studio se poi agli studenti non dedichiamo la giusta attenzione.

Solo negli ultimi giorni sono stati rimandati a casa 80 studenti del liceo San Benedetto per colpa di guasti agli impianti di riscaldamento; destino analogo, per un guasto alla caldaia, alla scuola media Calvino di via Boscarelli per i suoi 700 studenti; stesso discorso per il liceo scientifico Respighi dove si sono registrate in alcune aule temperature addirittura sotto i 18 gradi.

Tagliare le speranze e l’educazione è il primo passo di una società destinata al declino, al quale noi non vogliamo arrenderci!

Scritto da
Pubblicato in Piacenza
06 Gen 2017

Dai dati della Questura di Piacenza risulta che in un anno i permessi di soggiorno rilasciati dall’Ufficio Immigrazione sono ben 11mila. Una cifra esagerata, in costante crescita rispetto all’anno precedente (2mila in più del 2015), che rischia di cambiare aspetto alla nostra città.

La maggior parte di loro provengono dalla Nigeria, Costa d’Avorio, Marocco, Tunisia, tutti Paesi che non presentano situazioni di guerra. Queste persone non sono profughi ma clandestini che tolgono risorse alle persone più fragili, come anziani, minori e disabili. Solo una piccola percentuale sono realmente rifugiati politici o per motivi umanitari.

Questi  numeri sono l’esempio del fallimento della politica buonista condotta in questi anni dal sindaco Dosi e dall’assessore al welfare Cugini. 

04 Gen 2017

Nella giornata di oggi ho depositato una mozione in merito alla circolare urgente emanata nei giorni scorsi dal Prefetto Gabrielli, dove si richiede di effettuare “attività di controllo straordinaria per una azione di controllo straordinaria per una azione di prevenzione e contrasto a fronte di una crescente pressione migratoria e di uno scenario internazionale connotato da instabilità e minacce”, in accordo con il Ministro dell’Interno in un quadro che prevede la apertura di un CIE in ogni Regione. Con l’obiettivo di “intercettare fenomeni di sfruttamento e inquinamento dell’economia del territorio legati a forma di criminalità organizzata di livello nazionale e transnazionale” indicando gli ambienti (piazze di spaccio, luoghi di vendita di materiale contraffatto) in cima alle zone da perlustrare e presidiare.

Il recente attentato di Berlino, con l’autore Anis Amri, autore di rivolta nel Cie e poi fuggito, espulso “de iure” ma non “de facto”, libero di girare per l’Italia e l’Europa e di porre in essere i suoi progetti criminali, hanno ormai evidenziato un grave vulnus al diritto alla sicurezza dei cittadini onesti. Come  più volte evidenziato da vari esponenti politici e, in modo preminente dalla Lega Nord, occorre ripristinare funzionalità e tempi di permanenza nei CIE, insieme al reato di immigrazione clandestina previsto dalla legge Bossi-Fini.

Dato che questa attività di controllo straordinaria dovrà essere attivata da un Comitato Provinciale per la Sicurezza, presieduta dal Prefetto ma nel quale siede anche il Sindaco del capoluogo; chiedo al sindaco Dosi di sollecitare il Prefetto alla convocazione del Comitato Provinciale e di collaborare alla redazione del Piano delle Azioni in modo fattivo impartendo direttive alla Polizia Municipale di concentrare attenzione e risorse ad identificazioni di stranieri clandestini, al contrasto dell’abusivismo e della contraffazione commerciale oltre che lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Scritto da
Pubblicato in Sicurezza e criminalità
02 Gen 2017

L’Assessore Cugini rasenta il ridicolo quando si mette contro il governo centrale, rilasciando interviste per mezzo stampa, dove intende con forza inserire un profugo psicotico in qualche struttura di lungodegenza, o residenziale. Senza fare tanta fatica, basterebbe parlare con il suo vicino di scranno, portaborse del sottosegretario all’Economia Paola de Micheli, al prossimo consiglio comunale.

Facciamo innanzitutto presente che c’è una penuria di posti letto per i pazienti psichiatrici: sono 20 per gli acuti, dedicati dagli adolescenti in poi. L’intenzione dell’assessore, quindi, non è sicuramente la scelta migliore da attuare.

La psicosi non è una malattia che dura cinque giorni. Una volta stabilizzato, l’immigrato va rimandato nel suo Paese, dove solo accanto alla sua famiglia potrà ricevere le cure adeguate. Queste uscite da sceriffo mancato, alternate da crocerossina, rasentano il patetico.

Mentre tutti gli italiani pagano il ticket, non risulta lo stesso per gli immigrati, dove al Pronto Soccorso vengono curati gratuitamente e senza rispettare le lunghe liste d’attesa. E il nostro sistema sanitario chi lo paga?

Se un italiano va a farsi curare in Francia tutti questi tipi di prestazione devono essere pagati, per non parlare di Stati Uniti e Germania. Un trasporto in ambulanza in Germania, ad esempio, costa 600euro e la fattura viene recapitata al cittadino italiano (europeo). Da noi, invece, passiamo ogni tipo di spesa per le cure mediche a tutti gli immigrati.

Un amministratore serio e competente dovrebbe risolvere i problemi. L’assessore Cugini e il Sindaco Dosi hanno riempito Piacenza di clandestini e, forse, neanche ora capiscono la gravità delle loro scelte politiche

Scritto da
Pubblicato in Medicina e salute
31 Dic 2016

Leggo, direi finalmente, che a fine 2016 qualcuno si sia svegliato e deciso a fare pulizia. Noi, diciamo questo da tempo. Prima ancora che abolissero la Bossi-Fini e prima ancora che concedessero, grazie ad accordi, a duecentomila clandestini di raggiungere il nostro Paese attraverso le coste libiche (e ora si preoccupano di espellerne qualcuno)

Mancano i centri di accoglienza, è evidente che non c’è una legislazione in merito e che non si riesca a espellere nessuno, con l’attuale metodo.

Come si dice, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Al momento il Prefetto è ancora impegnato a mettere a posto il guanciale nelle case di riposo assegnate agli immigrati clandestini.

Quello che noi chiediamo è che si inizi subito con una seria procedura di identificazione e espulsione; bonifica dei principali luoghi di spaccio e dei clandestini che sono coinvolti nel giro, che hanno ridotto la nostra città in uno stato invivibile, grazie anche all’aiuto del sindaco Dosi.

Scritto da
Pubblicato in Sicurezza e criminalità
29 Dic 2016

Gli ultimi blitz anti-droga che hanno permesso di assicurare alla Giustizia ben 56 persone, fino ad arrivare all’ennesimo arresto di ieri pomeriggio ai Giardini Margherita di un ventenne ghanese, sono il segnale univoco che la lotta alla droga deve diventare una scelta politica: una condizione primaria per la prossima maggioranza.

Al momento abbiamo consiglieri che non fanno una minima opposizione.

Ci deve essere una lotta a tutti i tipi di droga. Sono sostanze stupefacenti che creano gravi conseguenze sia a livello psicologico che fisico.

Un contrasto repressivo che passi attraverso un’opera educativa e seria, coinvolgendo tutte le forze di cui la città dispone. Un’operazione educativa e culturale che permetta prima di tutto un maggior controllo dell’immigrazione, una delle cause di questo male.

Piacenza è diventata una città felice per spacciatori, di nullafacenti non ne abbiamo bisogno.

Scritto da
Pubblicato in Sicurezza e criminalità
JoomShaper