01 Mar 2017

I dati sugli indici al consumo presentati in Comune sull’intera collettività di Piacenza, rilevati dall’Istat per il mese di febbraio, rilevano un forte aumento generale dei prezzi che sottolinea come i proclami, non solo non sono stati mai realizzati, ma hanno anche portato sfortuna: abbiamo un aumento sulla frutta (+3,6%) e verdura (7,5%), sulla fornitura di acqua (+9,5%), gas (4,4%) e benzina (+0,9%).

Rispetto al mese di gennaio gli aumenti arrivano, in particolar modo, da “Abitazione, acqua, elettricità, combustibili” (+2%), “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+1,6%) e “Trasporti” (+1,2%); per non parlare del confronto con febbraio 2016: “Trasporti” (+5%), “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+3,1%), “Istruzione” (+2,6%), “Bevande alcoliche e tabacchi” (+1,6%), “Abitazione, acqua, elettricità, combustibili” (+0,9%), “Servizi sanitari e spese per la salute” (+0,6%).

Il tema della povertà è evidente e c'è chi si preoccupa di legge elettorale. E’ necessario impostare dei tavoli di confronto con le associazioni e con la Fondazione, per creare nuove forme di solidarietà tra i piacentini.

Sto studiando, per questo, una mozione adeguata per andare incontro a tutte quelle persone che, oggi, hanno difficoltà economiche.

La banca del tempo è un’idea che, se fosse possibile rilanciarla ne gioverebbe tutta la cittadinanza: una persona potrebbe mettere a disposizione il suo tempo, le sue professionalità per il Comune, e in cambio ricevere uno sconto d’acquisto su determinati prodotti o dei buoni. Il tutto, deve attraversare un percorso possibile e dignitoso.

Siamo costretti a tornare al dopoguerra.

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26 Feb 2017

Domani, a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali, sarà siglato a Piacenza il protocollo d'intesa di razionalizzazione dei beni della Difesa che renderà disponibile alla Regione Emilia Romagna l'area della caserma "Lusignani" a S. Antonio, per la realizzazione del nuovo Ospedale.

Un protocollo che, con molta probabilità, farà la fine di quello siglato nel 2008 (accordo La Forgia), seguito da anni persi con una commissione comunale che non partorì nemmeno un topolino. L’area “Lusignani”, infatti, non ha una cubatura sufficiente per la realizzazione del nuovo Ospedale.

In ogni caso, sarebbe opportuno capire, prima di tutto, cosa farne di quelli già esistenti. Ci ricordiamo che nel febbraio scorso è stato promesso di rinnovare il padiglione dell'ospedale di Fiorenzuola: è stata messa la prima pietra ma attendiamo ancora la bonifica dell’area.

E l’ospedale di Villanuova? E quello di Castel San Giovanni? Quale futuro per loro?

Ora, ecco pronto un altro progetto da manifesto elettorale che non vedrà mai luce. Ce ne ricorderemo, purtroppo, tra qualche anno

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Pubblicato in Piacenza
24 Feb 2017

Le interruzioni volontarie dichiarate nell’ultimo anno dall’Ausl di Piacenza sono di circa una al giorno, un dato che rispecchia un bollettino di guerra e, anche se i casi sono in calo rispetto all’anno precedente, non può essere di certo considerata una notizia rassicurante. Senza contare che, purtroppo, c’è un aumento dei casi fai-da-te: sul web ormai si trovano kit di ogni tipo per affrontare un periodo di povertà e fragilità, come il nostro.

In un anno in Italia, su 100.000 casi ne sono stati scongiurati ben 10.000, questo vuol dire che ci sono cause che si possono muovere per limitare queste azioni. Soprattutto in un inverno demografico come quello che il nostro Paese sta vivendo in questi anni.

La politica deve, quindi, interrogarsi su tre diversi livelli: la legge non prevede il diritto all’aborto e non dobbiamo, in particolar modo, considerare un essere umano in base al suo livello di sviluppo; il medico deve agire secondo coscienza, cosa che viene prevista nel giuramento d’Ippocrate; infine, uno Stato non si può trasformare in una dittatura non riconoscendo la libertà di coscienza e, di conseguenza, decidere chi pagare in base a questo requisito

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Pubblicato in Medicina e salute
23 Feb 2017

La modifica introdotta, in tema della prostituzione, dalla giunta comunale di Piacenza al regolamento di polizia urbana, nel quale si propone di multare solamente i clienti con una sanzione di 500€, è un chiaro provvedimento elettorale.

Multare i clienti e non pensare di rimpatriare le clandestine ha solo un risvolto moralistico, a senso unico.

Andrebbe, prima di tutto, creato un Assessore alla sicurezza, ora in mano al Sindaco Dosi, persona molle nell’affrontare i problemi della droga, prostituzione, contrasto all’abusivismo e alla contraffazione, senza parlare dell’immigrazione clandestina. Quante persone hanno, fino ad ora, identificato e rimandato al loro Paese?

Quella della strada, è solo una parte della prostituzione. Arriveremo al paradosso che verrà tolta la prostituzione dei poveri, fatta arrivare ormai fino in città, e rimarrà quella per i ricchi: ci vuole un atteggiamento non solo moralistico ma anche pragmatico.

Si paga il fatto di aver lasciato la Polizia Municipale nelle mani del sindaco Dosi, che non fa della determinazione la sua maggior virtù.

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Pubblicato in Sicurezza e criminalità
21 Feb 2017

In questi giorni, tra minacce di scissione in assemblea e direzione Pd, si stanno consumando le ultime ore del Partito Democratico.

In questi ultimi anni, il Pd ha perso il suo ruolo storico trasformandosi di fatto nel partito di Renzi e arrampicandosi al suo protagonismo come unico collante, rivelatosi poi inefficace, con il cittadino.

La scissione non è ancora ufficiale e si è già alla ricerca del futuro compromesso. Siamo nelle mani di un partito prossimo allo sfaldamento che, dal 2013 ad oggi, non è riuscita a tenere in vita un governo per più di due anni (il Governo Renzi ha resistito dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016), registrando solamente sconfitte (ultima quella del referendum sulla riforma costituzionale).

Viviamo nel Paese con una pressione fiscale tra le più alte in Europa, in Italia il prelievo fiscale è pari al 43,9% del Pil rispetto ad una media europea del 39,9%. In termini assoluti, sono circa 969€ l'anno di tasse in più a persona. Le imposte sono in costante aumento e quello che siamo obbligati ad ascoltare continuamente sono sempre i problemi interni al Pd e mai soluzioni concrete per i nostri cittadini.

 

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21 Feb 2017

Ieri in consiglio comunale, per mano dell’Assessore al bilancio Luigi Gazzola, la giunta ha approvato l'aumento dell'addizionale Irpef che peserà, in media, almeno 60€ a piacentino.

Ho chiesto maggiori attenzioni alla famiglia: maggiori agevolazioni prendendo in considerazione il “quoziente familiare”, famiglie con tre o più figli; l’emergenza demografica deve essere un tema centrale per una città che invecchia. In più, per una questione di giustizia sociale è anche ora di guardare all’età dei contribuenti. Sarebbe necessario, infatti, anche una divisione Irpef per età: un giovane ha il 70% di possibilità di diventare povero.

In questo Comune sappiamo che ci sono tanti furbetti che non pagano l’Irpef e che invece dovrebbero, qualcuno vada a vedere nelle tasche di chi viene ad abitare a Piacenza.

Dicono di aver aumentato il quoziente degli esonerati, ma sono sicuro che la metà di loro sono stranieri. E’ ora di dire basta a questi aumenti progressivi sulle spalle dei cittadini.

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Pubblicato in Economia e società
20 Feb 2017

Esprimo forte preoccupazione per il testo unificato c.d. sulle d.a.t. (disposizioni anticipate di trattamento), in corso di esame alla Camera dei Deputati.

La proposta di legge, pur non adoperando mai il termine eutanasia, ha un contenuto nella sostanza eutanasico. Rispetto al testo sul “fine vita” approvato dalla Camera dei Deputati il 12 luglio 2011, del quale è poi mancata l'approvazione definitiva da parte del Senato, sono scomparsi il riconoscimento del diritto inviolabile della vita umana, il divieto di qualunque forma di eutanasia, di omicidio del consenziente e di aiuto al suicidio, e ciò pone la p.d.l. in contrasto diretto con quel diritto alla vita che è il fondamento di tutti gli altri (art. 2 Cost.).     

La p.d.l. stravolge il senso e il profilo della professione del medico, a cominciare dalla disciplina del consenso informato, contenuta all’articolo 1, piena di incongruenze e di macroscopici errori concettuali. La p.d.l. adopera i termini “terapia” e “cura” sovrapponendoli e non distinguendoli: quando invece “terapia” è quel che cerca di guarire una patologia, ristabilendo le migliori condizioni di salute possibili per il paziente e “misurandosi” sulla concreta situazione del malato, mentre “cura” chiama in causa l’assistenza al malato, indipendentemente dalle sue possibilità di guarigione e dall’esito della sua patologia. Hanno logiche e dinamiche diverse. 

Discorso simile, ciò che riguarda la disciplina per i minori che realizza una eutanasia di non consenziente. Vi è una grande varietà di situazioni che cadono sotto la generica qualifica di “minore di 18 anni”, che include l’adolescente, in qualche modo capace di intendere, e il neonato, il bambino di 6 anni e il giovane prossimo alla maggiore età. E’ certo comunque che colui che decide non è il paziente, e questo dilata ulteriormente gli arbitrii e le interpretazioni errate di una volontà comunque non matura. 

La p.d.l. è tuttavia inaccettabile nell’insieme, poiché orienta la medicina non al bene del paziente ma al rispetto assoluto di una volontà espressa in contesti diversi da quello in cui può venirsi a trovare, senza le informazioni e gli approfondimenti forniti nella concretezza di una patologia; e al tempo stesso mortifica e deprime in modo grave la professionalità, la competenza e l’etica del medico.

Mi auspico che il Parlamento italiano affronti le reali emergenze sanitarie, derivanti da tagli sempre più consistenti al bilancio relativo alla salute abbandonando proposte che avrebbero anche l’effetto di rendere ancora più complicato l’esercizio della professione medica, con un prevedibile incremento del contenzioso: esito di norme generiche, confuse e contraddittorie, oltre che oggettivamente sbagliate.

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Pubblicato in Medicina e salute
20 Feb 2017

L'UNAR, l'organismo di Palazzo Chigi che si "occupa delle discriminazioni razziali", coi nostri soldi foraggia Associazioni dove si pratica la prostituzione omosessuale a pagamento. Di fatto, un ente nelle mani delle lobby LGBT.

A Buttiglione fu chiesto di dimettersi per aver pronunciato delle frasi contro gli omosessuali, qui ora abbiamo un Direttore di un organismo di Palazzo Chigi, Francesco Spano, che pare sia anche uno dei soci (e qui entrerebbe in gioco anche il conflitto di interessi) di una delle Associazioni che ha ricevuto ben 55mila euro di finanziamento statale dall'UNAR, tra quelli stanziati per "il contrasto delle discriminazioni sessuali e razziali", ma destinati poi di fatto a finanziare un’Associazione gay nei cui circoli si consumerebbero rapporti sessuali a pagamento. E ancora non si è dimesso nessuno!

L'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali' della Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrebbe chiudere oggi stesso. Attendiamo risposte dal Governo su tutto questo.

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Pubblicato in Valori e fede
JoomShaper