23 Feb 2017

La modifica introdotta, in tema della prostituzione, dalla giunta comunale di Piacenza al regolamento di polizia urbana, nel quale si propone di multare solamente i clienti con una sanzione di 500€, è un chiaro provvedimento elettorale.

Multare i clienti e non pensare di rimpatriare le clandestine ha solo un risvolto moralistico, a senso unico.

Andrebbe, prima di tutto, creato un Assessore alla sicurezza, ora in mano al Sindaco Dosi, persona molle nell’affrontare i problemi della droga, prostituzione, contrasto all’abusivismo e alla contraffazione, senza parlare dell’immigrazione clandestina. Quante persone hanno, fino ad ora, identificato e rimandato al loro Paese?

Quella della strada, è solo una parte della prostituzione. Arriveremo al paradosso che verrà tolta la prostituzione dei poveri, fatta arrivare ormai fino in città, e rimarrà quella per i ricchi: ci vuole un atteggiamento non solo moralistico ma anche pragmatico.

Si paga il fatto di aver lasciato la Polizia Municipale nelle mani del sindaco Dosi, che non fa della determinazione la sua maggior virtù.

Scritto da
Pubblicato in Sicurezza e criminalità
21 Feb 2017

In questi giorni, tra minacce di scissione in assemblea e direzione Pd, si stanno consumando le ultime ore del Partito Democratico.

In questi ultimi anni, il Pd ha perso il suo ruolo storico trasformandosi di fatto nel partito di Renzi e arrampicandosi al suo protagonismo come unico collante, rivelatosi poi inefficace, con il cittadino.

La scissione non è ancora ufficiale e si è già alla ricerca del futuro compromesso. Siamo nelle mani di un partito prossimo allo sfaldamento che, dal 2013 ad oggi, non è riuscita a tenere in vita un governo per più di due anni (il Governo Renzi ha resistito dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016), registrando solamente sconfitte (ultima quella del referendum sulla riforma costituzionale).

Viviamo nel Paese con una pressione fiscale tra le più alte in Europa, in Italia il prelievo fiscale è pari al 43,9% del Pil rispetto ad una media europea del 39,9%. In termini assoluti, sono circa 969€ l'anno di tasse in più a persona. Le imposte sono in costante aumento e quello che siamo obbligati ad ascoltare continuamente sono sempre i problemi interni al Pd e mai soluzioni concrete per i nostri cittadini.

 

Scritto da
Pubblicato in Blog
21 Feb 2017

Ieri in consiglio comunale, per mano dell’Assessore al bilancio Luigi Gazzola, la giunta ha approvato l'aumento dell'addizionale Irpef che peserà, in media, almeno 60€ a piacentino.

Ho chiesto maggiori attenzioni alla famiglia: maggiori agevolazioni prendendo in considerazione il “quoziente familiare”, famiglie con tre o più figli; l’emergenza demografica deve essere un tema centrale per una città che invecchia. In più, per una questione di giustizia sociale è anche ora di guardare all’età dei contribuenti. Sarebbe necessario, infatti, anche una divisione Irpef per età: un giovane ha il 70% di possibilità di diventare povero.

In questo Comune sappiamo che ci sono tanti furbetti che non pagano l’Irpef e che invece dovrebbero, qualcuno vada a vedere nelle tasche di chi viene ad abitare a Piacenza.

Dicono di aver aumentato il quoziente degli esonerati, ma sono sicuro che la metà di loro sono stranieri. E’ ora di dire basta a questi aumenti progressivi sulle spalle dei cittadini.

Scritto da
Pubblicato in Economia e società
20 Feb 2017

Esprimo forte preoccupazione per il testo unificato c.d. sulle d.a.t. (disposizioni anticipate di trattamento), in corso di esame alla Camera dei Deputati.

La proposta di legge, pur non adoperando mai il termine eutanasia, ha un contenuto nella sostanza eutanasico. Rispetto al testo sul “fine vita” approvato dalla Camera dei Deputati il 12 luglio 2011, del quale è poi mancata l'approvazione definitiva da parte del Senato, sono scomparsi il riconoscimento del diritto inviolabile della vita umana, il divieto di qualunque forma di eutanasia, di omicidio del consenziente e di aiuto al suicidio, e ciò pone la p.d.l. in contrasto diretto con quel diritto alla vita che è il fondamento di tutti gli altri (art. 2 Cost.).     

La p.d.l. stravolge il senso e il profilo della professione del medico, a cominciare dalla disciplina del consenso informato, contenuta all’articolo 1, piena di incongruenze e di macroscopici errori concettuali. La p.d.l. adopera i termini “terapia” e “cura” sovrapponendoli e non distinguendoli: quando invece “terapia” è quel che cerca di guarire una patologia, ristabilendo le migliori condizioni di salute possibili per il paziente e “misurandosi” sulla concreta situazione del malato, mentre “cura” chiama in causa l’assistenza al malato, indipendentemente dalle sue possibilità di guarigione e dall’esito della sua patologia. Hanno logiche e dinamiche diverse. 

Discorso simile, ciò che riguarda la disciplina per i minori che realizza una eutanasia di non consenziente. Vi è una grande varietà di situazioni che cadono sotto la generica qualifica di “minore di 18 anni”, che include l’adolescente, in qualche modo capace di intendere, e il neonato, il bambino di 6 anni e il giovane prossimo alla maggiore età. E’ certo comunque che colui che decide non è il paziente, e questo dilata ulteriormente gli arbitrii e le interpretazioni errate di una volontà comunque non matura. 

La p.d.l. è tuttavia inaccettabile nell’insieme, poiché orienta la medicina non al bene del paziente ma al rispetto assoluto di una volontà espressa in contesti diversi da quello in cui può venirsi a trovare, senza le informazioni e gli approfondimenti forniti nella concretezza di una patologia; e al tempo stesso mortifica e deprime in modo grave la professionalità, la competenza e l’etica del medico.

Mi auspico che il Parlamento italiano affronti le reali emergenze sanitarie, derivanti da tagli sempre più consistenti al bilancio relativo alla salute abbandonando proposte che avrebbero anche l’effetto di rendere ancora più complicato l’esercizio della professione medica, con un prevedibile incremento del contenzioso: esito di norme generiche, confuse e contraddittorie, oltre che oggettivamente sbagliate.

Scritto da
Pubblicato in Medicina e salute
20 Feb 2017

L'UNAR, l'organismo di Palazzo Chigi che si "occupa delle discriminazioni razziali", coi nostri soldi foraggia Associazioni dove si pratica la prostituzione omosessuale a pagamento. Di fatto, un ente nelle mani delle lobby LGBT.

A Buttiglione fu chiesto di dimettersi per aver pronunciato delle frasi contro gli omosessuali, qui ora abbiamo un Direttore di un organismo di Palazzo Chigi, Francesco Spano, che pare sia anche uno dei soci (e qui entrerebbe in gioco anche il conflitto di interessi) di una delle Associazioni che ha ricevuto ben 55mila euro di finanziamento statale dall'UNAR, tra quelli stanziati per "il contrasto delle discriminazioni sessuali e razziali", ma destinati poi di fatto a finanziare un’Associazione gay nei cui circoli si consumerebbero rapporti sessuali a pagamento. E ancora non si è dimesso nessuno!

L'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali' della Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrebbe chiudere oggi stesso. Attendiamo risposte dal Governo su tutto questo.

Scritto da
Pubblicato in Valori e fede
18 Feb 2017

Il tema giovanile è probabilmente la questione più importante che la politica di oggi debba porsi.

La riforma del jobs act, riforma fatta dal Primo Ministro più giovane della storia della nostra Repubblica, si è rivelata un fallimento. Non c’è bisogno di proclami ma qualcuno che sappia attrarre investimenti su Piacenza e prendere decisioni concrete.

Ad oggi, si pone un problema di equità: dobbiamo capire che non possiamo permetterci, con una disoccupazione intellettuale così alta, flotte di immigrati cosi ampie, le quali non possiamo sostenere economicamente. Siamo passati in dieci anni, dal 2005 al 2015, a 5 milioni di immigrati in Italia, è evidente che è impossibile mantenere questo ritmo.

Un laureato che entra all’interno di un percorso di formazione, con 38 ore lavorative settimanali, guadagna 15euro al giorno. Un extra comunitario ne prende il doppio: 30euro al giorno senza fare nulla.

Prima o poi ci ritroveremo i nostri giovani, che ora si limitano a non votare, in piazza con i forconi. La politica dei partiti romani ha creato di fatto i migranti del nuovo secolo, preferendo masse di immigrati assolutamente non integrabili e con nessuna professionalità, che provocano solamente tensioni sociali, aumentando le file della micro e macro criminalità.

Scritto da
Pubblicato in Economia e società
17 Feb 2017

Lunedì 20 febbraio, sarò presente, insieme al sindaco di Ziano Manuel Ghilardelli, al dibattito organizzato dalla sezione Lega Nord di Cavriana, in occasione della commemorazione del Patriota Tirolese Andreas Hofer e all’apertura della campagna elettorale per il referendum consultivo sull’autonomia regionale della Lombardia, che si terrà probabilmente il prossimo 29 maggio o 12 giugno.

Di fronte ad un progetto avviato come quello della Lombardia, è ora che anche a Piacenza si cominci a pensare ad intraprendere un percorso di maggior federalismo. Da Roma arrivano soltanto tagli ai Comuni e profughi senza neanche più contarli e chiedere se possiamo mantenerli o meno. Senza parlare degli insegnanti che oramai provengono tutti dal Sud: nella Pubblica Amministrazione difficilmente troviamo piacentini. Come diceva Bossi “siamo colonizzati”.

L’autonomia è il futuro politico e deve tornare al centro del dibattito. L’autodeterminazione di un popolo intenzionato ad ottenere quanto esattamente gli spetta. 

All’evento saranno presenti anche Maurizio Fugatti, Segretario Lega Nord Trento e Commissario Lega Nord Sudtirol, e Gianni Fava, Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia.

Scritto da
Pubblicato in Lega Nord e istituzioni
14 Feb 2017

Siamo arrivati al punto di dover sentire lamentele anche sulla qualità del cibo offerto ai richiedenti asilo.

Dovrebbero tornare nel loro Paese a piedi: un atteggiamento simile solletica le peggiori risposte dei cittadini piacentini. Viviamo in un Paese che, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, vede un milione e 582mila famiglie in povertà assoluta, cioè più di 4,5 milioni di individui (si tratta del numero più alto dal 2005). Nonostante questi dati preoccupanti si continua a spendere soldi per dare da mangiare a queste persone ed il risultato è lamentele e cibo buttato.

Il Comune, dovrebbe spendere soldi per qualcuno che insegni i valori, la gratitudine e l’educazione a queste persone e, invece, ci ritroviamo con il proprietario dell’Hotel Petit a giustificarsi con loro. Tutto ciò è inaccettabile.

Non mi stupirei che qualcuno, preso dall’esasperazione, facesse qualche atto inconsulto. Prese di posizione del genere farebbero perdere la pazienza anche ad un santo

JoomShaper