24 Apr 2017

L’unica risposta allo Stato centrale è la disobbedienza civile anche da parte delle istituzioni. Se il centrodestra vincerà le prossime elezioni amministrative, una delle prime proposte sarà quella di disobbedire. Questo Comune dovrà immaginare degli strumenti di protesta e disobbedienza civile ad uno Stato centralista e sprecone.

Ci sono dei limiti che anche la civiltà deve porre alla disobbedienza cieca, ma i barconi non sono ne una tempesta ne la grandine, con la sua imprevedibilità, ma è qualcosa che si sceglie e lo Stato italiano ha scelto di farci invadere. Ritengo che sia legittimo opporsi.

Gli ultimi eventi venuti alla luce sulle Ong dimostrano come i scafisti siano ormai i tassisti degli immigrati. Un fatto sul quale persino i 5 Stelle hanno aperto gli occhi.

Viviamo in uno Stato tiranno che fa leva sul centralismo e le conseguenze si manifestano ora anche nella vita di tutti i giorni dei piacentini. I quasi mille profughi accolti nella nostra provincia sono un insulto ai cittadini che, per mantenere loro, non possiamo occuparci dei reali ultimi.

In ogni federalista, ma anche in ogni buon indipendentista, ci sono gli scritti di Miglio.

 

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20 Apr 2017

I piacentini sono spremuti come limoni.  Dopo anni di anestesia dei vari Letta, Renzi, Gentiloni e scandali in svariate regioni del nostro Paese, si sente ancora parlare di questione settentrionale, ma il tutto poco orientato verso l’indipendenza e il federalismo.

Il tema del residuo fiscale è molto caro a noi piacentini, diamo infatti circa due mila euro in più di quanto dovremmo. E’ giusto prendersela con l’Europa ma credo che sia da indirizzare la questione anche verso il settentrione.

Siamo nelle mani di uno Stato centralista e sprecone: tra gli esempi della resistenza su cui ormai non si può transigere è centrale la questione dei profughi; il nostro Comune vive una situazione che non possiamo più supportare economicamente, non possiamo più permetterci questo comportamento buonista perché drena le risorse al welfare di chi ha veramente bisogno. Il vero scandalo è che accettiamo di mantenere persone sane e non provenienti da Paesi in guerra, senza fare nulla. Togliendo magari risorse ai nostri concittadini, malati o anziani, che ne avrebbero sicuramente bisogno.

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18 Apr 2017

La Giunta Comunale ha approvato lo scorso 18 Agosto 2016 la delibera che decide l’iter per la predisposizione di un bando europeo e la relativa gara per la realizzazione, con la formula del project financing, dell’impianto che darà una nuova veste al Polisportivo Franzanti.

In merito alle caratteristiche del bando si possono sicuramente fare dei miglioramenti.

Per questo considero che, data oggi una carente offerta di campi da tennis all'aperto per uso pubblico a Piacenza e che pertanto il Polisportivo Franzanti, all'interno della pluralità di infrastrutture, può virtuosamente coniugare una ulteriore offerta riducendo costi fissi e migliorando anche la rendita gestionale, credo sia auspicabile che nelle caratteristiche del bando sia annoverata la costruzione anche di un campo di tennis allo scoperto presso il Polisportivo Franzanti.

Una caratteristica che potrà, senza dubbio, rendere sia la struttura più completa, sia supportare l’importo per i lavori: il Comune di Piacenza dovrà corrispondere annualmente un canone di 500 mila euro per vent’anni.

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13 Apr 2017

L’ennesimo caso di suicidio assistito in una clinica svizzera è solo un altro sacrificio all’insegna del mantra “la vita indegna di essere vissuta”.

Anche di fronte a Davide Trentini, 53enne malato di sclerosi multipla, morto questa mattina alle 9 in una clinica svizzera con il suicidio assistito, credo che sia completamente inumano avanzare, dietro la pietà e la buona morte, la cultura dello scarto.

Nessuno di noi può arrendersi a queste barbarie, per nessun motivo, né ieri né oggi. Dietro la pietà che spinge ad escludere queste vite c’è una ideologia totalitarista. Ancora una volta, facendo leva sulla pietà e sulla compassione, al fine di creare appositamente una situazione di solidarietà sociale e un conseguente caso politico, si vuole introdurre lo Stato ad avere la possibilità di far fuori le persone con una vita indegna di essere vissuta.

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12 Apr 2017

Nel mese di marzo ho interpellato la giunta piacentina sulla procedura di selezione per la copertura di un posto vacante di Dirigente comandante della polizia municipale. Procedura politicamente discutibile per gli intrecci tra soggetti che ne sono stati protagonisti.

Con determinazione dirigenziale n.2075 del 22/12/2016 veniva infatti nominata la commissione giudicatrice del bando nella quale, tra i componenti, figurava anche il dott. Stefano Poma quale Dirigente comandante della polizia municipale di Piacenza, il quale pur restando formalmente in forza all'amministrazione di Piacenza aveva nel frattempo vinto il concorso indetto dal comune di Reggio Emilia.

L’esito della procedura indetta dal nostro comune ha visto l'assegnazione del posto al dott. Piero Romualdo Vergante.

Il punto politicamente nodale è che il bando precedentemente avviato presso il comune di Reggio Emilia, (con determinazione dirigenziale n.1185 del 25.08.2016) ha visto l'ammissione alla procedura selettiva di due soli candidati, segnatamente il dott. Stefano Poma ed il dott. Piero Romualdo Vergante.

L'esito della selezione reggiana, segnò come vincitore il dott. Stefano Poma ed al secondo posto il dott. Piero Romualdo Vergante poi vincitore a Piacenza, giudicato anche dal dott. Poma.

Sulla base di questi curiosi avvenimenti, ho chiesto se fosse legittimo e politicamente opportuno che il dott. Poma abbia partecipato alla procedura di selezione del suo successore al comune di Piacenza nel momento in cui risultava già vincitore nella procedura indetta dal comune di Reggio Emilia per di più in una situazione che ha visto vincere la procedura istruita dalla nostra Amministrazione proprio dal candidato secondo classificato a Reggio Emilia.

A tale interrogazione, l’Assessore Luigi Gazzola risponde che non è presente nessun elemento di illegittimità nella composizione della Commissione, nella quale era presente anche Poma. Motivo per il quale non sarà ipotizzato nessun provvedimento in merito.

Il caso è molto curioso, amministrazioni dello stesso colore, come Piacenza e Reggio Emilia che si scambiano i comandanti in un intreccio politicamente oscuro, fornendo motivazioni nelle quali si auto assolvono senza entrare nel giudizio politico. Un avvenimento che non può destare attenzione e un po’ di scalpore.

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09 Apr 2017

L’attacco alle chiese copte, in Egitto, durante la Domenica delle Palme è solo l’ultimo episodio di questo nazismo islamico: lo scorso 11 dicembre un kamikaze dell’Isis si era fatto esplodere alla Cattedrale Copta di San Marco del Cairo uccidendo 25 persone.

Abbiamo oltre 215 milioni di cristiani (1 ogni 3) che soffrono una grave persecuzione, secondo una stima del Centro studi nuove religioni circa 500 milioni di cristiani non possono professare in modo totalmente libero la loro fede (nel 2016, è stato ucciso un cristiano ogni 6 minuti, il 30 percento è stato massacrato durante attentati terroristici).

L'oppressione islamica, con la violenta sfaccettatura dell'estremismo, rimane la fonte di persecuzione anticristiana dominante. Dal 1 Novembre 2015 al 31 Ottobre 2016, sono stati registrati 1.207 cristiani uccisi per motivi legati alla fede, e 1.329 chiese attaccate.

Il tema della libertà religiosa è fondamentale e in qualche modo andrebbe fermata, soprattutto in un periodo come quello pasquale: colpire della gente mentre prega è un atto vergognoso. Si sta facendo una mattanza di cristiani, in confronto Caligola e Nerone erano meno feroci, ne hanno ammazzati meno.

E’ anche vero che i cristiani non sono l’unico obiettivo di queste persone feroci, si ammazzano anche tra di loro, ma questa non è di certo una consolazione. Abbiamo intere nazioni che sono state scristianizzate con la forza.

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07 Apr 2017

Sul tema dei profughi, stiamo assistendo in questi giorni ad un patetico gioco delle parti dell’amministrazione Dosi. E’ inutile che il sindaco si metta in contraddizione con la prefettura quando, in realtà, in Commissione alla nostra richiesta di convocare il Prefetto, ci è stato ribadito che non si deve disturbare ne convocare in Commissione, al punto che il consigliere del Partito Democratico Claudio Ferrari ha impedito la votazione sul tema.

A domanda precisa, sul tema dell'accoglienza “quando sarà il momento di dire basta?”, l’Assessore al welfare Cugini ha risposto che “400 profughi non sono un problema per Piacenza”; nonostante i parametri nazionali già superati da tempo. Si è cercato di capire, quindi, fino a che punto intendono alzare l'asticella ma a questa domanda non è arrivata nessuna risposta. E’ un giochino teatrale che fa capire come il PD sia già in campagna elettorale, basterebbe che il sindaco Dosi e l’Assessore Cugini rinuncino alla convenzione tra l’Asp e la Prefettura, invece sono le braccia di uno stesso progetto che continua ad ospitare profughi mettendo il Comune di Piacenza in una situazione che non può più supportare economicamente.

La triste realtà è che a questo gioco delle parti tra Dosi e la sua giunta, vengono danneggiati, come sempre, i piacentini. Il degno epilogo di un'amministrazione serva del governo centrale, targato PD

06 Apr 2017

Il fenomeno della sottomissione islamica delle donne è paragonabile, se non di gran lunga più grave, al bullismo.

La libertà delle donne non è negoziabile. La libertà di scegliere sul proprio corpo come vestirsi e presentarsi; di avere affettività adeguate alla propria età, di scegliere liberamente i propri affetti e di avere una vita piena, consapevole e libera; di adottare usi e costumi della terra che li sta ospitando, che rispetta la parità di dignità e diritti di uomo e donna.

Gli eventi che sono emersi dalle cronache, di giovani adolescenti oggetti di sevizie da parte dei genitori perché volevano "essere occidentali", ci preoccupa anche nella realtà di Piacenza.

Questi sono solo alcuni punti di un iceberg, di una situazione misconosciuta, in cui molte ragazze vengono tolte dalla scuola dell’obbligo e spesso vengono rimandate nel loro Paese d’origine, dove sono obbligate a sposarsi in matrimoni combinati già in giovane età: tutto ciò non è compatibile con la nostra civiltà e costituzione.

Occorre una maggior conoscenza del fenomeno, più volte lo abbiamo chiesto in Consiglio Comunale a Piacenza; il tema è troppo scottante per il politicamente corretto di una sinistra impreparata ad affrontare il tema; complice, quindi, della prevaricazione del più forte.

La proposta che ci sentiamo di lanciare alla politica è quella di attivare un tavolo permanente tra i servizi sociali e la scuola (entrambe a capo al Comune), il Distretto ASL che ha delle competenze sui minori, quantomeno nei rapporti con il tribunale; l’Ufficio scolastico provinciale e l’Ufficio minori della Questura.

Una proposta che ha l’obiettivo, attraverso un’indagine conoscitiva, di fare uno studio concreto sulle percentuali di abbandono scolastico femminile, sulle percentuali di ritorno nel proprio Paese d’origine e il numero delle segnalazioni di abuso nel quale questi minori sono vittime indifese.

Avviare, quindi, una campagna di informazione, fondamentale per far trasmettere le criticità di questo fenomeno sempre più dilagante nelle comunità arabe. Come informiamo e formiamo i giovani a reagire e a rifiutare il bullismo, dobbiamo aiutare le giovani donne straniere a denunciare e rifiutare la sottomissione.

Una considerazione condivisa e resa nota, insieme a Valentina Stragliati, responsabile dell'Associazione Donne Emiliane di Piacenza.

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