06 Giu 2017

Il Comune di Piacenza non può avere questo mescolamento di ruoli con le cooperative. Questo triste evento ha evidenziato ancor più l’impreparazione di questa amministrazione, ancora oggi ci sono responsabilità da accertare e strategie ancora da attuare.

La mancata differenza tra committente e gestore nuoce alle stesse cooperative che generalmente ho trovato sempre attente,  con personale preparato e umano.

La proposta della prossima amministrazione sarà quella di fare un controllo e una verifica insieme ai dirigenti del comune e personalità esterne, penso all’ex Questore di Piacenza Rosato. Una procedura che restituisca al Comune il ruolo di controllore e non quello di gestore; la mancanza di autonomia nuoce gravemente alle cooperative che rischiano di far perdere credibilità al loro servizio.

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03 Giu 2017
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30 Mag 2017

Oggi come oggi non ci sono i presupposti per costruire il nuovo Ospedale e la decisione è da rispedire al mittente. L’ospedale non si farà né oggi, né domani perché mancano i soldi stanziati in bilancio; per fare le promesse occorre prima avere le risorse per mantenerle.

Sulla rete ospedaliera siamo stati sommersi di promesse, come l’ospedale di Fiorenzuola: è stata messa la prima pietra per rinnovare il padiglione ma attendiamo ancora la bonifica dell’area dal febbraio scorso. Non possiamo permetterci di avere una nuova Scampia con le vele nel centro di Piacenza, perché senza un’idea sulla destinazione del vecchio ospedale finirebbe per essere destinato a profughi e senza tetto.

Mi dissocio, quindi, dal clima unanime, perché tutt’oggi è solo una promessa elettorale che non prendo neanche in considerazione. Al momento non si è neanche individuata la zona, gli consiglio di ripassare per le prossime elezioni: è realismo politico. Mi dispiace per i lavoratori che ci credono ma il nuovo ospedale è di fatto una bolla di sapone elettorale.

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27 Mag 2017

L’asilo nido si attrezzi di un neuropsichiatra per monitorare la salute dei bambini, è un processo che si può attuare senza grandi problemi dato anche il non elevato numero dei bambini. Credo sia opportuno verificare l’eventuale presenza di qualche sintomo, come ad esempio il disturbo post traumatico da stress, collegato al maltrattamento delle due educatrici; sintomi che possono essere curati se si interviene tempestivamente.

L’evento ha certamente segnato tutti noi piacentini, dobbiamo ora impegnarci in un’indagine seria che verifichi se ci siano state omissioni di vigilanza o se, ad esempio, erano già presenti in passato avvisaglie o segnalazioni. Un controllo anche sulle modalità di lavoro e sulla possibilità di tener monitorati gli operatori e le cooperative stesse sui meccanismi interni anche alle modalità di selezione del personale.

Dobbiamo anche dire che se ci sono due operatrici che sono state arrestate per maltrattamenti verso i bambini, ci saranno sicuramente educatrici che svolgono il loro lavoro con amore: non dobbiamo confondere la gramigna con il grano. Consiglierei al Comune, in questo caso, di parlare poco e attivarsi immediatamente con meccanismi seri e etici.

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26 Mag 2017

Gli asili nido piacentini sono sempre stati il fiore all’occhiello della nostra città, il triste evento delle due educatrici arrestate per maltrattamenti in un asilo nido di Piacenza deve far riflettere lo stesso Comune che si è dichiarato parte lesa in questa vicenda, il quale deve sicuramente garantire la qualità ed evitare ogni tipo di speculazione.

Ognuno deve prendersi le sue responsabilità valutando anche se la funzione di vigilanza è stata fatta nel migliore dei modi o se ci sono state delle omissioni: il compito del Comune non deve essere quello dello scarica barile.

Vediamo un Comune molto agitato. Il consiglio è quello di svolgere tutte le indagini con estrema precisione e verificare se ci sono state già in passato altre segnalazioni.

L'impegno di tutti, ora, deve essere quello di ristabilire la necessaria fiducia nei genitori e la sicurezza per i loro bambini.

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25 Mag 2017

Nel nostro Comune dobbiamo cominciare a ripensare lo sport piacentino ripartendo dalle piccole cose. Non facciamo grandi promesse ma ripartiamo dall’abc per la dignità sportiva dei ragazzi piacentini, con l’obiettivo di avvicinarli sempre più al mondo dello sport. Per questo, credo che sia possibile rilanciare lo sport a Piacenza partendo da tre semplici punti:

1) mettere in ogni campetto, o spazio pubblico, un cesto da basket per far tornare a giocare i ragazzi, fuori, nelle piazzette;

2) molti stadi dilettantistici a Piacenza non sono dotati di tribune coperte, è giunto il momento, quindi, di creare una situazione confortevole anche per i tanti genitori che vanno a vedere le partite e, quando piove, sono costretti a non poter vivere con serenità gli allenamenti o le partite dei propri figli. Coprire le tribune dove giocano anche i più piccoli, è un beneficio per tutti coloro che amano lo sport;

3) pulizia delle palestre, spesso sporche e molte volte senza acqua calda. Le palestre sono un luogo di incontro e spesso di avvicinamento allo sport per la prima volta di molti piacentini.

Questi, appena elencati, sono tre punti per un programma sano e coinvolgente per ripensare lo sport a Piacenza attraverso la semplicità delle piccole azioni.

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JoomShaper