20 Giu 2018

Il concetto del limite

Oggi, soprattutto sui social, va di moda il bianco e il nero che declinato al tema dei migranti diventa di fatto un “tutti a casa” o “accogliamoli tutti”.

Esiste poi, però, una zona grigia che proprio per il motivo che è grigia, è considerata la zona delle rese ed è un po’ disprezzata. Ma è una zona limite nel quale si può accogliere, fino appunto ad un limite che, però, sia da una parte che dall’altra viene recepito come una sorta di resa, una sconfitta per entrambe le parti: per questo c’è una grande valenza emotiva. Per un “sono tutti nostri fratelli” c’è un “è finita la pacchia”. 

Anche nello stesso concetto del limite, dopo il vietato vietare successivo al ’68, il concetto di tolleranza che è insito nell’esistenza del limite è un principio non permesso. L’esistenza di un “no", l’esistenza di un “adesso basta", è frutto di una scelta di una società debole che non crede che esistano principi di mezzo da difendere o che non è attrezzata culturalmente per pensare che la forza sia legittima e che l’aggressività sia un bene.Per citare la nostra diretta esperienza, noi andiamo avanti nel mondo nel momento che diventiamo aggressivi: dopo i primi morsi al seno anche le mamme capiscono che è giunto il momento che il bambino cammini per conto suo.

Questo, nell’economia generale è un bene, per le mamme e per i piccoli.Nella vecchia politica, il limite è considerato la via di mezzo: il democristiano. Però mi sembra che oggi il limite sia sotto l’aspetto culturale e che la mancanza di una aggressività giusta e riconosciuta come valore faccia il paio con la scomparsa di altre virtù, come il senso dello spirito di sacrificio o il senso del dovere.Queste cose si vedono anche nel mondo dello sport: senza senso del dovere o la giusta aggressività si finisce di stare a casa dal mondiale e ritrovarsi sul divano a tifare l’Islanda.

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Massimo Polledri

Piacentino doc, sono neuropsichiatra infantile in aspettativa dal 2001, anno in cui ho intrapreso l’incarico parlamentare.
La profonda adesione ai valori tradizionali della famiglia, dell’impegno sociale e civico mi ha spinto a schierarmi con la Lega Nord, l’unico movimento sorto realmente per produrre un profondo cambiamento e la cui azione moralizzatrice ancora oggi motiva la mia azione politica.

Sono cresciuto insieme alla Lega, passando dalla segreteria cittadina di partito a quella provinciale e al ruolo di consulente in materia sanitaria per il partito e per la coalizione di centro-destra al governo.

Sanità , sviluppo, impresa, energia e mondo produttivo sono gli ambiti in cui ho maturato esperienza e competenza politica, grazie anche alla partecipazione alla commissione parlamentare Attività  produttive, commercio e turismo in qualità di capogruppo per la Lega.

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