01 Mar 2018

Dat e Comune di Piacenza

Nelle scorse settimane, la Corte d'Assise di Milano ha deciso di trasmettere gli atti alla Consulta affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio nel processo a Marco Cappato, imputato per la morte di dj Fabo.

Questo evento potrebbe rappresentare un precedente rilevante nella giurisdizione in materia di “fine vita”.

L'ordinanza milanese, infatti, prefigura uno scenario che va in direzione di un riconoscimento dell’aiuto e dell’istigazione al suicidio: un tassello aggiuntivo a quello già predisposto con la legge sulle dat, con la quale si impone la morte a quelli che sono considerati dei “scarti”, provando a far scattare così l’equazione solidarietà uguale “aiutiamoli a morire”. Una legge sulla quale si era espressi anche 250 giuristi, con un appello nel quale viene evidenziata la compromissione del rapporto di fiducia fra medico e paziente, fondato da millenni sul giuramento di Ippocrate in vista del bene-salute dell’ammalato. 

Intanto, Cappato è stato invece assolto dall'altra accusa, quella di "aver rafforzato il proposito suicidario" di dj Fabo. "Non ha inciso sulla decisione di Antoniani di mettere fine alla sua vita", si legge nelle motivazioni della sentenza.

Si tratta nella sostanza di nuovi passi verso il traguardo finale, quello dell’eutanasia attiva, attraverso casi pietosi, sentenze giudiziarie e pronunce della Corte costituzionale.

Per questo, anche nel nostro Comune, la mia coscienza è in contrasto sia con questa legge che dovrebbe farci trovare pronti ad accogliere le richieste dei cittadini agli sportelli per consegnare la Dat, sia con l’emendamento (poi bocciato) presentato questa settimana in Consiglio Comunale da Luigi Rabuffi, il quale chiedeva di accelerare i tempi sulla pubblicazione di tutte le informazioni sul Dat sul sito del Comune di Piacenza. 

E sono contento che anche molti miei colleghi di partito, e di maggioranza, abbiano condiviso questa linea su un tema così importante.

Si confonde l’accanimento terapeutico vietato dalla legge e non praticato con l’eutanasia o l’emissione di cure essenziali. Non vedo fuori dagli ospedali le file per compilare le Dat, vedo le file per fare una mammografia o una Tac.

Garantisco che già oggi, se sei anziano, ci sono meno cure e meno posti e giorni di ricovero. L’aumento della mortalità degli anziani è proprio causato dalla mentalità dello scarto. Il Consigliere Rabuffi mediti: le Dat e questa legge che rompe il rapporto di solidarietà tra medico e paziente sarà contro ai poveri e agli anziani. Non saranno più liberi i piacentini ma più in pericolo.

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Pubblicato in Medicina e salute
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Massimo Polledri

Piacentino doc, sono neuropsichiatra infantile in aspettativa dal 2001, anno in cui ho intrapreso l’incarico parlamentare.
La profonda adesione ai valori tradizionali della famiglia, dell’impegno sociale e civico mi ha spinto a schierarmi con la Lega Nord, l’unico movimento sorto realmente per produrre un profondo cambiamento e la cui azione moralizzatrice ancora oggi motiva la mia azione politica.

Sono cresciuto insieme alla Lega, passando dalla segreteria cittadina di partito a quella provinciale e al ruolo di consulente in materia sanitaria per il partito e per la coalizione di centro-destra al governo.

Sanità , sviluppo, impresa, energia e mondo produttivo sono gli ambiti in cui ho maturato esperienza e competenza politica, grazie anche alla partecipazione alla commissione parlamentare Attività  produttive, commercio e turismo in qualità di capogruppo per la Lega.

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