05 Dic 2017

Il testo sulle DAT impone la morte e la cultura dello scarto

Il testo del DDL sulle DAT (disposizioni anticipate di trattamento) approvato alla Camera e trasmesso al Senato, conferma le preoccupazioni per un testo nella sostanza eutanasico.

C’è un lamento generale nello spingere all’approvazione un disegno di legge che impone la morte a quelli che sono considerati dei “scarti”, provando a far scattare così l’equazione solidarietà uguale “aiutiamoli a morire”, facendo leva ancora una volta sulla pietà e sulla compassione. Senza pensare che questo è solo il primo passo dal presunto “diritto a morire” al “dovere di morire”. La Lega, e la linea di Matteo Salvini, è sempre stata contraria a questo tipo di trattamenti: dietro la pietà che spinge ad escludere queste vite c’è una ideologia totalitarista.

Contro il DDL si sono espressi critici anche 250 giuristi, con un appello nel quale viene evidenziata la compromissione del rapporto di fiducia fra medico e paziente, fondato da millenni sul giuramento di Ippocrate in vista del bene-salute dell’ammalato. Questo rapporto viene oggi sostituito dal principio della disponibilità della vita umana che impegnerà il medico più nella compilazione di carte che nei necessari trattamenti di cura e terapia.

In un anno in Italia, su 100.000 casi ne sono stati scongiurati ben 10.000, questo vuol dire che ci sono cause che si possono muovere per limitare queste azioni. Soprattutto in un inverno demografico come quello che il nostro Paese sta vivendo in questi anni.

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Pubblicato in Medicina e salute
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Massimo Polledri

Piacentino doc, sono neuropsichiatra infantile in aspettativa dal 2001, anno in cui ho intrapreso l’incarico parlamentare.
La profonda adesione ai valori tradizionali della famiglia, dell’impegno sociale e civico mi ha spinto a schierarmi con la Lega Nord, l’unico movimento sorto realmente per produrre un profondo cambiamento e la cui azione moralizzatrice ancora oggi motiva la mia azione politica.

Sono cresciuto insieme alla Lega, passando dalla segreteria cittadina di partito a quella provinciale e al ruolo di consulente in materia sanitaria per il partito e per la coalizione di centro-destra al governo.

Sanità , sviluppo, impresa, energia e mondo produttivo sono gli ambiti in cui ho maturato esperienza e competenza politica, grazie anche alla partecipazione alla commissione parlamentare Attività  produttive, commercio e turismo in qualità di capogruppo per la Lega.

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