01 Ago 2017

Un popolo che si mobilita per la difesa della vita è un grande popolo

Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli..."

(Luca 23,27 - 31)

Il piccolo Charlie se n’è andato. La sua rarissima malattia che impediva alle sue cellule di svilupparsi è stata giudicata inguaribile dalla giustizia, ma non ha impedito lo svilupparsi e il riflettere sulla potenza della vita e su quanto siamo ancora realmente indietro su temi come la libertà e la dignità umana.

Due genitori si sono visti andare via piano piano il loro figlio tra le loro braccia, in una corsa contro il tempo e la giustizia (così, paradossalmente, è chiamata). 

Questi giorni ci hanno obbligato a riflettere, grazie al piccolo Charlie, su come, per la Corte Europea per i diritti umani e la giustizia inglese, esista il diritto alla morte ma non quello alla vita. Ritornano le ombre funeste di principi come “la vita indegna di essere vissuta” che tanto male fecero all’Europa. Siamo stati colpiti da una piccola esistenza, che ci ha resi tutti consapevoli dei limiti e degli errori umani. Su come, una vita di appena undici mesi è in grado di compiere una vera e propria meraviglia, sviluppando un dibattito internazionale sul fondamentale tema della difesa della vita, lasciandoci una eredità che non possiamo permetterci di disperdere. I genitori non si sono abbandonati al disfattismo, sebbene l’avversario nella persona del giudice Nicholas Francis e dell’avvocato del tutore Victoria Butler-Cole, attivista pro eutanasia, fossero più forti.

E un popolo, come quello che si è visto, che si batte e si mobilita per la difesa della vita, andando oltre le divisioni politiche e culturali, è un grande popolo.

Siamo nel 2017 e abbiamo appena assistito al primo caso di aborto postnatale imposto. Come siamo arrivati a dire “per il suo bene” è meglio farlo scomparire? La vita non è un rigido protocollo medico. Ripartiamo da qui.

 

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Pubblicato in Valori e fede
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Massimo Polledri

Piacentino doc, sono neuropsichiatra infantile in aspettativa dal 2001, anno in cui ho intrapreso l’incarico parlamentare.
La profonda adesione ai valori tradizionali della famiglia, dell’impegno sociale e civico mi ha spinto a schierarmi con la Lega Nord, l’unico movimento sorto realmente per produrre un profondo cambiamento e la cui azione moralizzatrice ancora oggi motiva la mia azione politica.

Sono cresciuto insieme alla Lega, passando dalla segreteria cittadina di partito a quella provinciale e al ruolo di consulente in materia sanitaria per il partito e per la coalizione di centro-destra al governo.

Sanità , sviluppo, impresa, energia e mondo produttivo sono gli ambiti in cui ho maturato esperienza e competenza politica, grazie anche alla partecipazione alla commissione parlamentare Attività  produttive, commercio e turismo in qualità di capogruppo per la Lega.

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