Massimo Polledri

Massimo Polledri

Piacentino doc, sono neuropsichiatra infantile in aspettativa dal 2001, anno in cui ho intrapreso l’incarico parlamentare.
La profonda adesione ai valori tradizionali della famiglia, dell’impegno sociale e civico mi ha spinto a schierarmi con la Lega Nord, l’unico movimento sorto realmente per produrre un profondo cambiamento e la cui azione moralizzatrice ancora oggi motiva la mia azione politica.

Sono cresciuto insieme alla Lega, passando dalla segreteria cittadina di partito a quella provinciale e al ruolo di consulente in materia sanitaria per il partito e per la coalizione di centro-destra al governo.

Sanità , sviluppo, impresa, energia e mondo produttivo sono gli ambiti in cui ho maturato esperienza e competenza politica, grazie anche alla partecipazione alla commissione parlamentare Attività  produttive, commercio e turismo in qualità di capogruppo per la Lega.

26 SP_AGOSTO 2019

In questi giorni, il ministro Fedeli ha pubblicato le linee guida sulla legge della scuola, modificando di fatto i punti chiave dell’articolo 1 comma 16: primato educativo dei genitori, collaborazione tra scuola e famiglia, consenso informato, esplicitazione del concetto secondo cui la differenza uomo-donna è all’origine della vita, chiara e condivisibile definizione di cosa si intenda per stereotipi di genere, importanza di togliere anche dal linguaggio tutte le forme di "mascolinizzazione", contrasto alla violenza sulle donne e a tutte le forme di discriminazione, e soprattutto un no palese e senza ambiguità alle cosiddette "teorie del gender".

Sono queste le linee guida sulla “buona scuola” ottenute dopo una lunga battaglia iniziata con il Family Day del giugno 2015; si è ottenuto che fosse citato, all’interno della legge, l'art. 30 della Costituzione e l'art. 26 della dichiarazione universale dei diritti umani: da oggi mamma e papà, quindi, potranno legittimamente pretendere piena informazione su ogni attività scolastica e negarne il consenso facendo rimanere il proprio figlio a casa.

Un risultato frutto delle tante conferenze e iniziative, sempre in difesa dei nostri figli; risultato importante per un tema di estrema importanza per la crescita della nostra società. Ci troviamo in un ambito delicato in cui si intrecciano convinzioni etiche, religiose e culturali, e la scuola non può che collaborare con la famiglia.

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26 SP_AGOSTO 2019

Dopo aver trascorso settimane e settimane di annunci e proclami, ora a pochi giorni dall'apertura dei seggi sul referendum lombardo e veneto, il presidente della Regione Emilia-Romagna ci racconta di esser riuscito ad ottenere l'autonomia. Così, tutto ad un tratto, senza nessun atto formale che lo attesti ma con solo una dichiarazione di intenti ottenuta con un semplice incontro con il presidente del Consiglio.

Atto volto, se non altro, per sminuire la portata del consenso popolare, illudendo il popolo emiliano facendogli credere che ci sia una via più facile e diretta per ottenere l'autonomia regionale.

Alla luce della cosiddetta 'dichiarazione di intenti', con la quale il Governo 'anzitutto mediante i necessari approfondimenti con tutti i Ministeri interessati, tenendo conto delle possibilità e dei limiti stabiliti dalla Costituzione', è noto che nell’art. 116-terzo comma della nostra Costituzione prevede al riguardo un procedimento molto più complesso di quello che Bonaccini vuole farci credere.

Procedimento nel quale è stato fatto solo un primo passo. Tutt'altra storia rispetto alla volontà popolare voluta dalla Regione Lombardia e Veneto.

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26 SP_AGOSTO 2019
Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli..."

(Luca 23,27 - 31)

Il piccolo Charlie se n’è andato. La sua rarissima malattia che impediva alle sue cellule di svilupparsi è stata giudicata inguaribile dalla giustizia, ma non ha impedito lo svilupparsi e il riflettere sulla potenza della vita e su quanto siamo ancora realmente indietro su temi come la libertà e la dignità umana.

Due genitori si sono visti andare via piano piano il loro figlio tra le loro braccia, in una corsa contro il tempo e la giustizia (così, paradossalmente, è chiamata). 

Questi giorni ci hanno obbligato a riflettere, grazie al piccolo Charlie, su come, per la Corte Europea per i diritti umani e la giustizia inglese, esista il diritto alla morte ma non quello alla vita. Ritornano le ombre funeste di principi come “la vita indegna di essere vissuta” che tanto male fecero all’Europa. Siamo stati colpiti da una piccola esistenza, che ci ha resi tutti consapevoli dei limiti e degli errori umani. Su come, una vita di appena undici mesi è in grado di compiere una vera e propria meraviglia, sviluppando un dibattito internazionale sul fondamentale tema della difesa della vita, lasciandoci una eredità che non possiamo permetterci di disperdere. I genitori non si sono abbandonati al disfattismo, sebbene l’avversario nella persona del giudice Nicholas Francis e dell’avvocato del tutore Victoria Butler-Cole, attivista pro eutanasia, fossero più forti.

E un popolo, come quello che si è visto, che si batte e si mobilita per la difesa della vita, andando oltre le divisioni politiche e culturali, è un grande popolo.

Siamo nel 2017 e abbiamo appena assistito al primo caso di aborto postnatale imposto. Come siamo arrivati a dire “per il suo bene” è meglio farlo scomparire? La vita non è un rigido protocollo medico. Ripartiamo da qui.

 

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26 SP_AGOSTO 2019
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26 SP_AGOSTO 2019
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