Massimo Polledri

Massimo Polledri

Piacentino doc, sono neuropsichiatra infantile in aspettativa dal 2001, anno in cui ho intrapreso l’incarico parlamentare.
La profonda adesione ai valori tradizionali della famiglia, dell’impegno sociale e civico mi ha spinto a schierarmi con la Lega Nord, l’unico movimento sorto realmente per produrre un profondo cambiamento e la cui azione moralizzatrice ancora oggi motiva la mia azione politica.

Sono cresciuto insieme alla Lega, passando dalla segreteria cittadina di partito a quella provinciale e al ruolo di consulente in materia sanitaria per il partito e per la coalizione di centro-destra al governo.

Sanità , sviluppo, impresa, energia e mondo produttivo sono gli ambiti in cui ho maturato esperienza e competenza politica, grazie anche alla partecipazione alla commissione parlamentare Attività  produttive, commercio e turismo in qualità di capogruppo per la Lega.

21 SP_APRILE 2018

Dopo Charlie e Isaiah, anche il piccolo Alfie si ritrova al centro di una battaglia legale che dura ormai da mesi. 

L’impedimento verso i genitori di Alfie nel poterlo trasferire al Bambin Gesù di Roma che si è reso disponile ad accoglierlo, ha dato vita ad una manifestazione spontanea di sostegno di tantissime persone, con la speranza di ritrovare un residuo di umanità in uno Stato che pare accecato dalla volontà di disporre della vita altrui. E’ triste vivere in un Paese dove il giudice della Corte di Londra Anthony Paul Hayden dichiara, dando ragione ai medici, che mantenerlo in vita “sarebbe scorretto, ingiusto e inumano”.

Mi chiedo, nei confronti di chi, sarebbe scorretto? 

Perché dei genitori non possono decidere sul futuro del proprio figlio e si devono ritrovare costretti a subire le decisioni istituzionali, vedendosi recapitare anche una notifica dai toni perentori nella quale il giudice obbliga loro di non far uscire il figlio dall'ospedale per trasferirlo altrove, come loro invece vorrebbero?

Certo, anche in Italia non siamo ai massimi livelli: la rimozione del manifesto di ProVita anti-aborto a Roma è stato un altro segnale preoccupante; ma oggi dei genitori, a Liverpool, sono obbligati a non poter muovere il proprio figlio senza l'autorizzazione dei giudici, togliendogli di fatto il diritto di poter decidere cosa fare attribuendo allo Stato il pieno controllo del caso. 

Stiamo assistendo probabilmente ad una delle scene più tristi e desolanti di questo ultimo periodo e l’irruzione in Ospedale degli agenti di polizia che prendono il controllo di un ospedale per bambini come se al suo interno ci fosse un pericoloso criminale ne è stata la dimostrazione finale. Un padre di famiglia che voleva portare il proprio figlio in un altro Ospedale nel quale avrebbero fatto qualunque cosa per tenerlo in vita; sono probabilmente questi, per le Istituzioni, i criminali del nuovo secolo.

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21 SP_APRILE 2018
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L’ex presidente catalano Carles Puigdemont è stato fermato nei giorni scorsi dalla polizia tedesca dopo aver superato il confine della Germania. Il leader indipendentista stava rientrando in auto in Belgio, dove vive in esilio da cinque mesi, dopo una visita in Finlandia.

Da sempre la Lega è a favore delle autonomie e delle sovranità dei popoli; ho seguito con attenzione e preoccupazione le difficili condizioni di voto del popolo catalano durante il referendum, fino alla situazione che tutt’oggi si sta ancora manifestando in terra catalana. 

Nella ‘democratica Europa’ l’autonomia si sta rivelando un reato. L’autodeterminazione dei popoli è invece un diritto previsto dalla Carta delle Nazioni Unite. In questo modo, il centralismo statale sta danneggiando giorno dopo giorno un'intera popolazione, la quale mi troverà idealmente al loro fianco in questi giorni di manifestazione nella Rambla di Barcellona, in difesa dei loro diritti. 

L’Europa, patria dei diritti dell'uomo, culla della cristianità, della tolleranza e della libertà di espressione, che imprigiona l'ex presidente catalano Carles Puigdemont non costituisce solo un passo indietro, ma una ferita al sentimento democratico di ciascuno di noi.

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Stupore, amarezza e rabbia. Sono questi i sentimenti provati alla notizia della scarcerazioni di Moustafa Elshennawi, il più accanito nell'aggressione a Luca Belvedere, il carabiniere picchiato selvaggiamente dai centri sociali a Piacenza durante il corteo antifascista che riportò alcune contusioni alla spalla.

Tutta la mia solidarietà al carabiniere coinvolto, alle Forze di Polizia e agli uomini onesti; trovo gravissimo che la giustizia in questo paese possa consentire ad una persona di picchiare un carabiniere durante una manifestazione e non lasciarlo poi in carcere. In questo momento, mi vengono fortemente del mio Paese; spero almeno che l’azienda piacentina nel quale lavora prenda provvedimenti in merito.

Provo vergogna anche per tutte quelle persone che, nel nome dell’antifascismo si comportano come il peggiore dei squadristi. Piacenza non arretra nel suo panorama di civiltà, il comportamento del sindacato Si Cobas in difesa del manifestante egiziano, lo ritengo un atto violento: chi inneggia a queste manifestazioni di violenza deve essere isolato. Definire una manifestazione antifascista un vile attacco ad un carabiniere, sottraendogli lo scudo e scaraventarglielo ripetutamente addosso, è una chiara istigazione alla violenza.

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