10 Apr 2019

Eravamo oltre 50mila, lo scorso 31 marzo, alla marcia a Verona a margine del Congresso Mondiale delle Famiglie che ha attraversato pacificamente il capoluogo veneto, mostrando la bellezza delle famiglie che animano il mondo pro family. 

Uno straordinario risultato che ha riportato al centro del dibattito pubblico la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, l’ecologia umana integrale, la donna nella storia, la crescita e la crisi demografica; oltre alla salute e la dignità della donna, la tutela giuridica della Vita e della Famiglia e le politiche aziendali per la famiglia e la natalità.

Gli annunci pre-evento non erano i migliori: attacchi, contestazioni e fake news hanno caratterizzato il dibattito attorno alla kermesse, volto solamente ad infangare i lavori del Congresso. 

Nonostante tutto, continueremo a lavorare sia sul piano delle proposta cultuale e antropologica, sia su quello economico/fiscale degli incentivi per le famiglie numerose, per migliorare la nostra città e il nostro futuro.

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23 Ott 2018
In attesa del giudizio della Corte costituzionale sulla questione di legittimità dell'art.580 del codice penale nella parte in cui incrimina le condotte di aiuto al suicidio in alternativa alle condotte di istigazione, c’è la necessità di compiere una riflessione: se la norma in questione viene etichettata come vecchia e da epoca fascista, non vuol dire che sia da togliere a priori; anche i dieci comandamenti sono vecchi, anche "La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino” appartiene ad altri tempi, eppure sono documenti del tutto attuali e che contengono testi sul quale la nostra società fonda ancora le proprie radici. Insomma, non è l’età a fare desueta una disposizione.
 
Abbiamo giustamente processato uno Stato che picchia un carcerato, ma se l’agente di custodia aiuta il detenuto a suicidarsi potremmo reagire in altro modo? 
Il momento del suicidio non è reversibile e può essere spinto da una determinata patologia o da un attuale e momentaneo stato d’animo: non tutti hanno avuto, nel tempo, la stessa determinazione di Dj Fabo.
 
Per questo, la questione sollevata dalla I^ Corte d'assise di Milano nel procedimento penale a carico di Marco Cappato, imputato per l'agevolazione del suicidio di Fabiano Antoniani, dj Fabo, è di fondamentale importanza: si sta prendendo una decisione in un tema cruciale per la nostra società. Il Centro Studi Livatino ha depositato un proprio atto di intervento nel giudizio per chiedere che la questione sia dichiarata inammissibile; lo Stato non può aiutare le persone a togliersi la vita, né tollerare che altri lo facciano in quanto è un unicum prezioso e indisponibile.
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09 Ott 2018

Doveva essere l’ultimo giorno di agonia, sono invece ancora ore di attesa: la Corte Suprema di Islamabad ha rinviato, infatti, la sentenza della condanna a morte di Asia Bibi dopo aver ascoltato l'appello della difesa contro l'esecuzione. La data per il verdetto non è stata ancora decisa ma dobbiamo rimanere ottimisti per chi è perseguitata da una legge che colpisce la libertà di religione, la madre di tutte le libertà: bisogna cercare di fermare ogni tipo di discriminazione religiosa e tutelare tutti i cristiani che vivono nei paesi musulmani.

Condividiamo, in questo senso, anche la battaglia di Paul Bhatti, fratello del ministro cattolico Shabaz Bhatti, ucciso in un attentato terroristico il 2 marzo del 2011. Non possiamo lasciar dominare gli estremisti e non possiamo lasciar maltrattare le minoranze.

Asia Bibi, madre di cinque figli, vive da più di 3300 giorni in detenzione, costretta a cucinarsi da sola il cibo per timore che qualcuno cerchi di avvelenarla e le viene concessa un’ora d’aria tre volte al mese. 

Quello di discutere, quanto prima, la cittadinanza onoraria ad Asia Bibi nel comune di Piacenza deve essere vista come un’opportunità per tutti noi, nel rispetto di chi ha veramente sofferto in tutti questi anni e sta pagando la sua fede con la vita.

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02 Ott 2018
Il ruolo dei nonni è fondamentale, colonne portanti nelle famiglie di oggi; sono simbolo di amore, tradizione e identità. 
 
Guidano, accompagnano, intrattengono, crescono. In Italia ne abbiamo circa 12 milioni e in più di una famiglia su tre (37%) i nonni aiutano il bilancio domestico nonostante il 63,1% dei pensionati prenda meno di 750 euro al mese (dati Inps).
 
È fondamentale, per continuare ad alimentare questa tradizione, che i nonni vadano in pensione per potersi occupare della famiglia e crescere così i propri nipoti a tempo pieno: il lavoro più gratificante del mondo. 
 
La società consumistica troppo spesso invece li considera un peso, soprattutto quando si ammalano, senza capire la loro reale importanza nella nostra quotidianità.
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12 Set 2018

Ogni famiglia ha diritto al riposo. Anche quelle che posseggono o gestiscono esercizi commerciali; per questo, sono d’accordo alla proposta di legge che regolamenta la chiusura degli esercizi commerciali nelle domeniche: le liberalizzazioni di Monti e di Bersani che non permettevano alcuna chiusura e come dimostrano i dati non hanno portano alcun aumento delle vendite, avevano ucciso il valore festivo della domenica e le piccole imprese, oltretutto senza permettere agli esercenti di crescere a contatto con i propri figli.

Le chiusure domenicali riportano in vita quel valore della tradizione italiana, riaccendendo il motore dell’economia attraverso la famiglia, mettendo la persona avanti al consumatore. Magari permettendogli la possibilità di eccezioni stabilite dal Comune di appartenenza in periodi e condizioni particolari; con la premessa di un Paese più forte.

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20 Giu 2018

Oggi, soprattutto sui social, va di moda il bianco e il nero che declinato al tema dei migranti diventa di fatto un “tutti a casa” o “accogliamoli tutti”.

Esiste poi, però, una zona grigia che proprio per il motivo che è grigia, è considerata la zona delle rese ed è un po’ disprezzata. Ma è una zona limite nel quale si può accogliere, fino appunto ad un limite che, però, sia da una parte che dall’altra viene recepito come una sorta di resa, una sconfitta per entrambe le parti: per questo c’è una grande valenza emotiva. Per un “sono tutti nostri fratelli” c’è un “è finita la pacchia”. 

Anche nello stesso concetto del limite, dopo il vietato vietare successivo al ’68, il concetto di tolleranza che è insito nell’esistenza del limite è un principio non permesso. L’esistenza di un “no", l’esistenza di un “adesso basta", è frutto di una scelta di una società debole che non crede che esistano principi di mezzo da difendere o che non è attrezzata culturalmente per pensare che la forza sia legittima e che l’aggressività sia un bene.Per citare la nostra diretta esperienza, noi andiamo avanti nel mondo nel momento che diventiamo aggressivi: dopo i primi morsi al seno anche le mamme capiscono che è giunto il momento che il bambino cammini per conto suo.

Questo, nell’economia generale è un bene, per le mamme e per i piccoli.Nella vecchia politica, il limite è considerato la via di mezzo: il democristiano. Però mi sembra che oggi il limite sia sotto l’aspetto culturale e che la mancanza di una aggressività giusta e riconosciuta come valore faccia il paio con la scomparsa di altre virtù, come il senso dello spirito di sacrificio o il senso del dovere.Queste cose si vedono anche nel mondo dello sport: senza senso del dovere o la giusta aggressività si finisce di stare a casa dal mondiale e ritrovarsi sul divano a tifare l’Islanda.

30 Apr 2018

Con la morte di Alfie Evans si chiude una grave tragedia umana che ha importanti risvolti per il futuro e che vanno valutati al di là delle emozioni e dei toni da stadio. La definizione di bioetica come “studio sistematico dei comportamenti umani nel campo della scienza della vita e della salute facendo riferimento ad un insieme di valori e riferimenti morali” delimita il perimetro dell’intervento. Una forza politica ha infatti il dovere di enunciare e giudicare in base al sistema di riferimento valoriale. Ci sentiamo pertanto di riflettere e proporre alcuni punti della vicenda:

1) i giudici hanno confuso lo stato medico di Alfie parlando di uno stato “semi-vegetativo”, come a dire che sarebbe stato irreversibile. Lo stato semi-vegetativo non esiste però in medicina; lo stato di coscienza di Alfie era definibile di “minima coscienza” cosa molto diversa.

2) Gli stessi giudici che hanno sentenziato che Alfie non avrebbe potuto sopravvivere senza respirazione assistita e che sarebbe morto subito (su indicazione dei medici inglesi) giudicandolo terminale hanno assistito al sopravvivere di quel piccolo guerriero per quattro giorni e comunque gli hanno negato cibo e ossigeno. Sono arrivati a perquisire i famigliari per impedire di mettere zucchero sul ciuccio. Non si trattava pertanto di accanimento terapeutico il trasferirlo ad altra struttura disponibile in Italia

3) E’ stato negato il diritto dei genitori di decidere come salvare il proprio figlio riconoscendogli un vago diritto al welfare del figlio

4) E’ stato negato il diritto di un cittadino europeo di muoversi liberamente. In più il piccolo con un atto di grande lungimiranza è stato riconosciuto cittadino italiano. Per cui un malato non ha il diritto di seguire un percorso sanitario di speranza.

5) Rispetto al criterio “del miglior interesse del minore” unico da prendere in considerazione per la Corte, vi è la pretesa che sia da far coincidere con la morte perché la vita residua sarebbe “futile ed inutile”.

Quindi una persona può essere soppressa se lo Stato lo giudica inutile e futile. La vita può essere un bene di cui lo stato si appropria se la sua “qualità di vita” è inferiore all’asticella fissata. Torna in auge il principio dell’eugenetica. Questi i valori in gioco e su cui l’Italia del 2018 deve anche dare una risposta politica. Da parte nostra confermiamo l’impegno preso in campagna elettorale per cui la vita vale sempre la pena di essere vissuta e che nessuno Stato può decidere di sopprimerla. La cultura “dello scarto” anche se ammantata di pietà non ci appartiene.

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JoomShaper