15 Nov 2017

In questi giorni si celebrano i 100 anni dall’assalto al Palazzo d’Inverno. Vale la pena fare una riflessione su come il progetto comunismo sia stato sradicato del tutto, rimanendo solo come giustificazione di potere in qualche parte del mondo.

È crollato fallendo così come promessa di felicità e di sviluppo, rivelandosi il portatore dei più grandi massacri della storia: si contano cento milioni di assassinati, i contingenti maggiori riguardano l'Urss dal 1918 al 1956 (20 milioni) e la Cina maoista (60 milioni). Ma altri numeri meno spettacolari sono forse ancora più terrificanti, come i due milioni di cambogiani vittime del regime di Pol Pot tra il 1975 e il 1979, corrispondenti a un quarto della popolazione del Paese. 

Ma oltre ad un bilancio contabile delle vittime, il prezzo umano deve essere valutato anche in termini economici, nell'indebolimento delle basi morali della società e nell'instaurazione della menzogna continua che distrugge dall'interno le famiglie. L’attacco alla famiglia, infatti, è stato uno dei punti fermi del comunismo: voleva riprogrammarla pensando che l’uomo, così com’è, non andasse bene. Lo fece il nazismo, lo fece anche il comunismo. La famiglia era il primo punto da abbattere.

Anche ora, peraltro, la creazione della società nuova dei consumi e dei desideri individuali, tanto cara alle nuove ideologie passa dalla ristrutturazione della famiglia. Altra eredità del Comunismo è anche costituita dal peso dello Stato centralizzato pervasivo ovunque, non riconoscendo la sussidiarietà e il valore dei corpi intermedi dello stesso Stato.

Altro punto nel comunismo è il materialismo, secondo cui l’uomo è soltanto produzione e bene materiale, escludendo la presenza e l'efficacia di un qualsiasi momento superiore di carattere spirituale. Ponendo la materia come unico oggetto d’indagine. La cattiva predicazione ha insanguinato la storia e alcuni frutti vengono ancora coltivati. Molti semi tossici sono saldamente nel terreno e continuano a germogliare, nel nome di una ideologia che preesisteva al nazismo e che ha vissuto ancora dopo di esso, toccando i quattro grandi continenti.

Per questo, dal prossimo anno, l’idea è quella di organizzare a Piacenza una discussione per la sua conoscenza. Una serie di manifestazioni per informare i giovani su cosa è stato il comunismo nel mondo, e non solo in Italia. Coloro che rifiutano ogni paragone tra nazismo e comunismo sembrano aver dimenticato che nel marzo 1937, a una settimana di distanza, papa Pio XI emanò due encicliche, una contro il nazismo e l'altra contro il comunismo. Non mi sembra, infatti, che questo venga spiegato nelle scuole o digerito dalla nostra società.

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29 Ott 2017

In questi giorni, il ministro Fedeli ha pubblicato le linee guida sulla legge della scuola, modificando di fatto i punti chiave dell’articolo 1 comma 16: primato educativo dei genitori, collaborazione tra scuola e famiglia, consenso informato, esplicitazione del concetto secondo cui la differenza uomo-donna è all’origine della vita, chiara e condivisibile definizione di cosa si intenda per stereotipi di genere, importanza di togliere anche dal linguaggio tutte le forme di "mascolinizzazione", contrasto alla violenza sulle donne e a tutte le forme di discriminazione, e soprattutto un no palese e senza ambiguità alle cosiddette "teorie del gender".

Sono queste le linee guida sulla “buona scuola” ottenute dopo una lunga battaglia iniziata con il Family Day del giugno 2015; si è ottenuto che fosse citato, all’interno della legge, l'art. 30 della Costituzione e l'art. 26 della dichiarazione universale dei diritti umani: da oggi mamma e papà, quindi, potranno legittimamente pretendere piena informazione su ogni attività scolastica e negarne il consenso facendo rimanere il proprio figlio a casa.

Un risultato frutto delle tante conferenze e iniziative, sempre in difesa dei nostri figli; risultato importante per un tema di estrema importanza per la crescita della nostra società. Ci troviamo in un ambito delicato in cui si intrecciano convinzioni etiche, religiose e culturali, e la scuola non può che collaborare con la famiglia.

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20 Ott 2017

Dopo aver trascorso settimane e settimane di annunci e proclami, ora a pochi giorni dall'apertura dei seggi sul referendum lombardo e veneto, il presidente della Regione Emilia-Romagna ci racconta di esser riuscito ad ottenere l'autonomia. Così, tutto ad un tratto, senza nessun atto formale che lo attesti ma con solo una dichiarazione di intenti ottenuta con un semplice incontro con il presidente del Consiglio.

Atto volto, se non altro, per sminuire la portata del consenso popolare, illudendo il popolo emiliano facendogli credere che ci sia una via più facile e diretta per ottenere l'autonomia regionale.

Alla luce della cosiddetta 'dichiarazione di intenti', con la quale il Governo 'anzitutto mediante i necessari approfondimenti con tutti i Ministeri interessati, tenendo conto delle possibilità e dei limiti stabiliti dalla Costituzione', è noto che nell’art. 116-terzo comma della nostra Costituzione prevede al riguardo un procedimento molto più complesso di quello che Bonaccini vuole farci credere.

Procedimento nel quale è stato fatto solo un primo passo. Tutt'altra storia rispetto alla volontà popolare voluta dalla Regione Lombardia e Veneto.

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01 Ago 2017
Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli..."

(Luca 23,27 - 31)

Il piccolo Charlie se n’è andato. La sua rarissima malattia che impediva alle sue cellule di svilupparsi è stata giudicata inguaribile dalla giustizia, ma non ha impedito lo svilupparsi e il riflettere sulla potenza della vita e su quanto siamo ancora realmente indietro su temi come la libertà e la dignità umana.

Due genitori si sono visti andare via piano piano il loro figlio tra le loro braccia, in una corsa contro il tempo e la giustizia (così, paradossalmente, è chiamata). 

Questi giorni ci hanno obbligato a riflettere, grazie al piccolo Charlie, su come, per la Corte Europea per i diritti umani e la giustizia inglese, esista il diritto alla morte ma non quello alla vita. Ritornano le ombre funeste di principi come “la vita indegna di essere vissuta” che tanto male fecero all’Europa. Siamo stati colpiti da una piccola esistenza, che ci ha resi tutti consapevoli dei limiti e degli errori umani. Su come, una vita di appena undici mesi è in grado di compiere una vera e propria meraviglia, sviluppando un dibattito internazionale sul fondamentale tema della difesa della vita, lasciandoci una eredità che non possiamo permetterci di disperdere. I genitori non si sono abbandonati al disfattismo, sebbene l’avversario nella persona del giudice Nicholas Francis e dell’avvocato del tutore Victoria Butler-Cole, attivista pro eutanasia, fossero più forti.

E un popolo, come quello che si è visto, che si batte e si mobilita per la difesa della vita, andando oltre le divisioni politiche e culturali, è un grande popolo.

Siamo nel 2017 e abbiamo appena assistito al primo caso di aborto postnatale imposto. Come siamo arrivati a dire “per il suo bene” è meglio farlo scomparire? La vita non è un rigido protocollo medico. Ripartiamo da qui.

 

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07 Lug 2017
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29 Giu 2017

Martedì, la Corte Europea ha approvato la decisione di sospendere le cure al bambino Charlie, nato dieci mesi fa con una rara malattia genetica in Inghilterra, nonostante il parere contrario dei genitori. Se il piccolo Charlie verrà ucciso perché gravemente malato, siamo ancora anni luce indietro sulla libertà e sulla dignità umana.

La Corte Europea, quindi, ha deciso che le cure devono essere sospese e non sarà possibile sperimentarne una negli USA, imponendo di fatto la morte al bambino. Ma ciò che più impressiona di tutto questo è che la decisione è stata presa senza calcolare la volontà del malato o di chi lo rappresenta. 

Che la morte possa essere preferibile alla vita, al punto tale di essere imposta, è un concetto già presente nei migliaia di aborti volontari: il concetto della sacralità della vita è stato massacrato. Almeno, però, fino ad ora si era salvata la necessità del consenso del genitore. Non abbiamo, infatti, nessun caso di aborto imposto alla madre contro la sua volontà; Charlie è il primo caso di aborto postnatale imposto.

A questo punto, credo sia lecito chiedersi: È meno dignitosa la sua vita di quella di un omicida? 

C'è una morte, o una vita, più dignitosa di altre?

Si preferisce dire "per il suo bene" è meglio farlo scomparire. Una sentenza di morte per un bambino di dieci mesi. "Soffre, non ha speranza". Ma di quanti di noi, un giorno, con l’avanzare degli anni e delle invalidità si potrà dire la stessa cosa.

Come possono farci questo?"

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06 Giu 2017

Il Comune di Piacenza non può avere questo mescolamento di ruoli con le cooperative. Questo triste evento ha evidenziato ancor più l’impreparazione di questa amministrazione, ancora oggi ci sono responsabilità da accertare e strategie ancora da attuare.

La mancata differenza tra committente e gestore nuoce alle stesse cooperative che generalmente ho trovato sempre attente,  con personale preparato e umano.

La proposta della prossima amministrazione sarà quella di fare un controllo e una verifica insieme ai dirigenti del comune e personalità esterne, penso all’ex Questore di Piacenza Rosato. Una procedura che restituisca al Comune il ruolo di controllore e non quello di gestore; la mancanza di autonomia nuoce gravemente alle cooperative che rischiano di far perdere credibilità al loro servizio.

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JoomShaper